Cronaca

Crollo Morandi, Toninelli: «Entro fine 2019 un nuovo ponte, si lavora a revoca concessioni Aspi»

Intervistato da Radio24, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha confermato che Autostrade «non parteciperà a demolizione e ricostruzione», dicendosi fiducioso di vedere il nuovo viadotto tra meno di un anno

Entro la fine del 2019 Genova avrà il nuovo ponte sul Polcevera: è quanto ha sostenuto il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, parlando del progetto di ricostruzione del Morandi, crollato il 14 agosto del 2018 protendo con sé 43 vite.

Toninelli, intervistato da Radio24, si è detto fiducioso che «nel giro di qualche anno la città potrà essere più forte di prima del crollo», spiegando le affermazioni di qualche giorno fa diventate oggetto di polemica: «Genova tornerà più forte di prima in pochi mesi, al massimo anni», aveva detto a Bruxelles, scatenando l’ironia sui social. 

«Intendevo dire che in pochi mesi avremo un nuovo ponte, e in pochi anni Genova diventerà più forte di prima», ha chiarito il ministro, confermando poi che «Autostrade per l'Italia non toccherà il  nuovo ponte e nemmeno la demolizione, ma pagherà la ricostruzione e la demolizione. Ci sono vari progetti presentati da importanti società, e il Commissario Bucci deciderà».

«I tecnici stanno andando avanti con la procedura amministrativa, che penso sia scontato porterà a una revoca della concessione - ha proseguito Toninelli, intervistato da Maria Latella - È inaccettabile che chi non è stato in grado di gestirlo in monopolio, possa continuare ad amministrare un bene pubblico come Autostrade».

La replica di Toti

«Il ministro Toninelli non perde occasione per dimostrare la propria ignoranza e incapacità. L'unica cosa di vero che sostiene è che siamo molto diversi, per fortuna. Toninelli forse non si rende neppure conto che è stato proprio lui a fare il più grande favore ad Autostrade, inventandosi una legge per cui, prima volta nella storia, il danneggiato paga e chi è oggettivamente responsabile del disastro, Autostrade per l'Italia, sta con le braccia conserte a guardare. Sono il primo che vuole individuare e punire i colpevoli della strage ma questo compito spetta alla magistratura e non all'investigatore Toninelli. Io, è vero, avrei fatto pagare e ricostruire il ponte a quella società, sotto controllo pubblico, come si fa in tutto il mondo. Questo avrebbe consentito di demolire e ricostruire in fretta, senza intoppi e senza costi. Toninelli, al contrario, si è divertito a sperimentare pittoresche teorie, usando i liguri come cavie. Tutti noi, ora, speriamo che il Commissario Bucci, con il suo lavoro, riesca a mettere una toppa ai disastri compiuti dal Ministro. Sperando che nessuno faccia ricorso, incrociando le dita e trattenendo il fiato. Sono sicuro, purtroppo, che il ministro Toninelli non si rende conto del danno fatto alla nostra Regione e del regalo fatto, invece, ad Autostrade. Di ben altro Toninelli dovrebbe occuparsi in tv, invece di chiamarmi in causa a sproposito per mascherare errori gravissimi da lui compiuti in questo recente passato. Dovrebbe occuparsi del futuro. Tra mesi... non anni, come direbbe lui, ci accorgeremo dei danni prodotti dal blocco delle grandi opere da lui voluto. Invece di parlare a vanvera, Toninelli ci dica tra quante settimane aprirà il cantiere della Gronda di Genova; ci dica come intende risolvere, il compito spetta a lui, il cantiere bloccato dell’anello ferroviario del capoluogo; ci dica, per favore, perché non autorizza lo sblocco dei fondi del quinto lotto del Terzo Valico che consentirebbero 2000 assunzioni in Liguria. E già che va in Tv, ci dica di tutte le altre grandi opere, a partire dalla Tav, bloccate dal suo Ministero. Dopo che il suo Movimento, nato proprio in Liguria, ha perduto tutto il perdibile - Regione, Genova, persino i Municipi della città - proprio per le sue posizioni anti-progresso e velleitarie, Toninelli è ancora convinto, con l’arroganza di chi non sa ciò che dice, di poter imporre alla maggioranza dei cittadini la sua miope e oscurantista visione del mondo? Caro Ministro, facciamo così: un referendum su Gronda, Terzo Valico e altri cantieri che tieni bloccati nella tua penna con supponenza. Ma mettiamoci la faccia: se i cittadini diranno di sì alle grandi opere tu metti una parte dei soldi dedicati al reddito di cittadinanza nei cantieri per accelerare i lavori e ti dimetti. Al contrario, se i cittadini voteranno per fermare i lavori, mi dimetto io seduta stante. Se ci stai, organizziamo subito il voto. Ps: caro Ministro, spiega ai tuoi colleghi di Movimento che a sostenere che si prendono soldi da Autostrade per l’Italia, quando non è vero, si rischia una querela. Capisco la vostra difficoltà nel comprendere le leggi, ma state attenti! Piuttosto, noi da Autostrade mai preso un euro...la Casaleggio associati?», così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha risposto oggi alle affermazioni del ministro Toninelli a "L'aria che tira".

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