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Omicidio Macciò: Tognini condannato a 12 anni

I due hanno sempre sostenuto la tesi della tragica fatalità, ma una perizia balistica aveva orientato le indagini in un altro senso, visto che il colpo risultava sparato dall'alto verso il basso

Le richieste dell'accusa erano superiori, ma è comunque pesante la condanna inflitta a Claudio Tognini per avere ucciso Andrea Macciò: 12 anni per omicidio volontario e occultamento di cadavere, con lo sconto di un terzo della pena per il rito abbreviato; è andata meglio ad Alessio Scardino, 35 anni, che dovrà scontare 1 anno e 4 mesi per omicidio colposo e occultamento di cadavere.

L'omicidio avvenne il 14 dicembre 2013 a Stella in provincia di Savona. Macciò morì in seguito a un colpo di fucile, sparato da Tognini con l'arma di Scardino. I due hanno sempre sostenuto la tesi della tragica fatalità, ma una perizia balistica aveva orientato le indagini in un altro senso, visto che il colpo risultava sparato dall'alto verso il basso, come in una sorta di esecuzione.

Nel febbraio 2014 emerge l'ipotesi di un debito di droga da parte della vittima e si fa largo la pista del regolamento di conti finito in tragedia. Tognini e Scardino vengono arrestati.

Il giudice Emilio Fois ha stabilito i risarcimenti a favore dei familiari della vittima: 245 mila euro a testa per i genitori e 145 mila euro al fratello, per un totale di 635 mila euro. Ora Tognini potrebbe decidere di ricorrere in Appello.

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