Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca

L'appello di Tiler a Bucci: "Violenza, centro storico e sicurezza. Lanciamo un messaggio insieme"

Lo street artist con la maschera da scimmia ha svelato una nuova opera e chiede al Comune di trovare insieme una location: "Servirebbe un posto aperto al pubblico, dove stia al sicuro, ma alla vista di tutti. Potrei metterla in strada, come sempre, ma credo sia importante che le istituzioni si facciano mie compagne per questo messaggio"

Una nuova opera d'arte e un appello al sindaco Marco Bucci per lanciare un forte segnale contro la violenza. Questa l'ultima iniziativa di Tiler, lo street artist mascherato da scimmia che da anni colora la città con le sue piastrelle e cerca di sensibilizzare i cittadini spingendoli a guardarsi intorno e a riflettere. E ancora una volta c'è un forte messaggio da portare avanti, come spiega l'artista sui propri canali social: "Vedo paradossi che non comprendo.  Vietato dire quello, vietato fare l’altro. Ma chi usa solo la propria immagine sui social sta veramente producendo contenuti oppure stiamo parlando di una nuova frontiera della prostituzione? (Ovviamente non mi riferisco solo alle donne). Sono l’unico a pensare che la violenza non sia diminuita ma stia solo indossando un vestito più elegante?  Con la realizzazione di questo mio quadro colgo l’occasione per lanciare una sfida al nostro Comune, al nostro sindaco Marco Bucci per Genova. Abbattiamo le distanze tra politica, artisti e cittadini. Troviamo un bel muro protetto per queste piastrelle? Dato il messaggio che portano non vorrei farlo da solo come sempre".

Tiler: "Tutti i paradossi del mondo social"

GenovaToday ha approfondito il tema con Tiler, che spiega quale messaggio vuole trasmettere con il suo ultimo quadro, una profonda riflessione su come si siano trasformate le nostre vite nell'era social: "Mi riferisco a tutti i cambiamenti comportamentali che abbiamo vissuto negli ultimi venti anni - spiega -. Certamente anche a livello artistico. I social vietano di mostrare un quadro rappresentante un seno nudo ma consentono a giovani di ammiccare con il corpo in cerca di un guadagno".

"Una forma di prostituzione legalizzata"

L'avvento di only fans, al centro del dibattito mediatico negli ultimi mesi, ma non solo, secondo Tiler: "Fosse solo quello il problema sarebbe semplice da risolvere - risponde -. Il mio quadro era nato parecchi anni fa per rappresentare la violenza in generale. Oggi assume un messaggio più complesso. Vedo ragazzi giovani fare contenuti sfruttando esclusivamente la loro fisicità. Lo fanno perché vedono che il premio arriva più facilmente e non si limitano in nome del like. A mio parere questa nuova forma di guadagno porta le persone a una forma di prostituzione legalizzata".

L'appello a Bucci: "Lanciamo un segnale forte insieme"

Un messaggio e una mano tesa alla pubblica amministrazione per trovare insieme un luogo idoneo: "Servirebbe un posto aperto al pubblico - afferma lo street artist - dove l’opera stia al sicuro, ma alla vista di tutti. Potrei metterla semplicemente in strada, come sempre, ma credo sia importante che le istituzioni si facciano mie compagne per portare questo messaggio".

Centro storico, c'è un problema di sicurezza?

Nelle ultime settimane Tiler ha anche creato dibattito sui social con alcuni video riguardanti il centro storico, affrontando il tema della sicurezza. Una camminata tra la Maddalena e il Carmine per installare l'opera 'Free wi-fi' e un'altra in via di Prè per 'L'impicciona', una donna con la testa di una telecamera. Nel secondo caso non sono mancate alcune incomprensioni con alcuni presunti spacciatori della zona, lo street artist spiega il suo punto di vista: "Quello che ho notato è che a sostenere che i vicoli facciano paura sono spesso persone che tendenzialmente non frequentano queste zone. Ne hanno paura perché altri gli hanno detto che fanno paura. Nel mezzo c'è sicuramente anche chi ha vissuto momenti di disagio attraversandoli, ma secondo me sono una minoranza".

Camminare di sera in via Prè è pericoloso?

"Sicuramente c'è pieno di delinquenza - aggiunge Tiler -, ma se parliamo di violenze sui passanti io penso che Genova sia messa molto meglio rispetto ad altre città. Sono stato anche in via Prè, alcuni presunti spacciatori ci hanno circondato, perché non volevano che girassimo un video. Ci siamo spiegati, gli abbiamo mostrato ciò che stavamo facendo ed è finita con una stretta di mano. Siamo ancora vivi. È una strada pericolosa? Di certo non ci passerei alle tre di notte ma una passeggiata serale è una bella emozione.  Andrebbe fatto di più per quella via?  È covo di spacciatori e credo che andrebbe liberata. Non provano neanche a nascondere il loro lavoro".

Le piastrelle di Tiler colorano i 'caruggi' e spingono a pensare

Proprio il centro storico è da tempo una delle location preferite da un'artista che nel corso degli anni ha scelto spesso come location per le sue installazioni luoghi dimenticati o angoli bui, per 'accendere una luce' attraverso la bellezza, trasformando l'arte stessa in una forma di denuncia: "Ultimamente mi sono concentrato sui 'caruggi' - sottolinea - perché voglio legare la mia arte a quei muri, mostrarli attraverso i miei canali, farne conoscere le sfumature a chi non è di Genova e anche a chi lo è ma non li frequenta".

Questo si unisce a una riflessione sui cambiamenti che ci sono stati negli ultimi anni e sulle politiche portate avanti: "Tante persone aprono attività tra quei vicoli - afferma - ma se li lasciamo soli i loro saranno sacrifici inutili. La trattoria che apre in zona Prè con i fondi del comune crede nella rivalutazione della zona, ma se poi la paura frena i potenziali clienti il cambiamento non potrà mai avvenire".

Movida, shopping e nuove aperture

La 'movida' ha cambiato il volto del centro storico, o almeno di una sua parte, creando però anche tensioni per alcuni eccessi che hanno causato, negli anni, diverse lamentele dei residenti. Tiler vede un principio di cambiamento: "Inizialmente si attiravano le persone con l'alcol, ma oggi trovo che le cose siano cambiate. Dai negozianti arriva una forma di intrattenimento più responsabile, basata sul cibo e il buon bere. Chiudono le chupiterie e aprono le trattorie. Questo però è solo un primo passo".

Cosa manca?: "Serve più movimento per fare shopping. Botteghe locali, artigianato e, perché no, anche i grandi marchi che sono fuggiti da Genova. Parliamo sempre di jeans ma, che io sappia, non esistono botteghe con produzioni locali, o comunque non ne ho mai viste. Se vogliamo diventare una città turistica dobbiamo farlo bene. A volte - conclude l'artista - ci si lamenta degli acquisti online, ma la realtà, dal punto di vista personale, è che cerco un paio di scarpe da mesi e qui non le trovo. Servono negozi e identità".

L'arte di Tiler  

L'arte di Tiler da anni colora la nostra città, negli ultimi mesi sono state diverse le iniziative portate avanti a Genova con i consueti blitz notturni: dall'omaggio a Gianluca Vialli a Marassi in via del Piano a quello a Fabrizio De Andrè in via del Campo nel giorno del compleanno. E poi un forte messaggio contro la guerra, attraverso un'opera raffigurante una ballerina con il volto del presidente russo Putin. In occasione del Natale 2022 aveva anche messo in scena un evento sotto l'albero di piazza De Ferrari, donando alcune speciali piastrelle ai tanti genovesi che si erano messi in coda in un grande clima di festa. L'identità dell'artista rimane misteriosa, recentemente aveva fatto intendere di voler svelare la sua identità, ma era un pesce d'aprile

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'appello di Tiler a Bucci: "Violenza, centro storico e sicurezza. Lanciamo un messaggio insieme"
GenovaToday è in caricamento