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Crani di tigre in vendita, tre non hanno i documenti in regola

Il titolare di una ditta specializzata nella vendita di esemplari morti di animali e loro parti è stato segnalato alla procura dagli agenti del servizio Cites del corpo Forestale dello Stato. I. B., trent'anni, deteneva tre crani di tigre non regolari

Genova - Domenica 3 febbraio 2013 gli agenti del Corpo Forestale dello Stato del servizio Cites di Genova hanno attuato una verifica presso una ditta del ponente ligure specializzata nella vendita di esemplari morti di animali e loro parti.

Nell'ambito del sopralluogo, gli agenti hanno accertato la presenza nell'esposizione di tre crani interi di tigre (nome scientifico Panthera tigris), specie gravemente minacciata d'estinzione e per questo tutelata dalla Convenzione di Washington.

I tre crani, pur essendo accompagnati dalla certificazione Cites comunitaria necessaria per la commercializzazione in ambito Ue, erano notevolmente diversi rispetto al relativo allegato fotografico.

Numerose infatti sono state le differenze evidenziate a livello morfologico tra i crani in questione e quelli riportati in fotografia sui certificati stessi e, non da meno, sono state riscontrate cancellature tramite correttore sugli allegati fotografici stessi.

Alla luce di tali anomalie rilevate riguardo la documentazione Cites di provenienza emessa dall'autorità francese, gli Agenti forestali hanno proceduto pertanto al sequestro penale dei crani e alla conseguente segnalazione alla procura della Repubblica del titolare della ditta coinvolta (I. B. anni 30), per aver offerto in vendita tali manufatti con documentazione non conforme, e in violazione dell'articolo 1 della Legge 150/92, che regolamenta la Convenzione di Washington Cites in Italia.

In ogni caso, seguiranno ulteriori indagini da parte del servizio Cites di Genova onde risalire alla reale ricostruzione dei fatti, dato e considerato oltretutto che i certificati Cites in questione sono stati emessi presso l'autorità francese.

Nonostante gli oggetti in questione, posti sotto sequestro penale, siano presumibilmente provenienti da esemplari detenuti in cattività, è importante da sottolineare che rimane ancora assai alto il numero di uccisioni di esemplari di detta specie animale, per fini prevalentemente commerciali e soprattutto per l'uso nella medicina tradizionale cinese.

Dette pratiche sono purtroppo ancora oggi una delle maggiori cause di rischio estinzione di questa specie animale, nonostante gli sforzi attuati a vari livelli da forze governative e non, al fine di arginare il problema.

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