Cronaca

Terzo Valico, dopo la bufera le nuove nomine di Cociv. E sale l'allarme sui lavori già fatti

Con l'esplosione dell'inchiesta, tra intercettazioni, sequestri e perquisizioni, il general contractor dei lavori per la Tav corre ai ripari e nomina un nuovo presidente e un nuovo direttore generale

Cociv corre ai ripari dopo la bufera che si è abbattuta sulle sua alte sfere nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione nella gestione degli appalti del Terzo Valico, che ha portato all’arresto di 14 tra funzionari e dirigenti, tra cui anche Michele Longo ed Ettore Pagani, rispettivamente presidente e attuale direttore generale del consorzio, general contractor per i cantieri dell’Alta Velocità Genova - Milano.

Dopo un primo comunicato in cui ha fatto sapere di ritenersi “parte lesa”, annunciando l’intenzione di costituirsi parte civile in un eventuale processo e sottolineando che “in tutte le ipotesi in corso di verifica, si tratta di procedure di scelta interna al consorzio di subappaltatori e subaffidatari, il cui eventuale maggior costo ricade esclusivamente sul contraente generale, trattandosi per il pubblico committente di opera a prezzo fisso ed invariabile”, Cociv ha eletto un nuovo presidente e un nuovo direttore generale, ruoli andati a Vittorio Maria Ferrari e Nicola Meistro. 

VIDEO | Mazzetta al direttore generale negli uffici Cociv: le immagini che incastrano i corrotti

E mentre le indagini proseguono, tra intercettazioni che dimostrano il ricorso a mazzette ed escort da parte degli imprenditori per aggiudicarsi gli appalti, perquisizioni e sequestri di documenti e senato (agli arresti domiciliari, nel filone di inchiesta ligure, sono finite 14 persone accusate a vario titolo di corruzione, concussione e turbativa d’asta), sale l’allarme sui lavori già realizzati e sui materiali che sono stati utilizzati nei cantieri. A oggi i lavori non si sono infatti fermati, ma le parole del procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, hanno fatto suonare parecchi campanelli d’allarme: «Per tre appalti finiti sotto inchiesta (le indagini al momento riguardano 6 lotti, ndr) abbiamo la certezza che, aldilà delle distorsioni prodotte dalle mazzette, i lavori siano stati realizzati a regola d’arte. C’è tuttavia la commessa per una galleria a Cravasco, che potrebbe non essere stata eseguita correttamente». 

Accertamenti, ha proseguito il procuratore, verranno portati avanti nel corso delle indagini, in particolare nell’ambito di quelle che riguardano la ditta Giugliano Costruzioni Metalliche, che si è occupata delle centinature nella galleria-finestra di Cravasco, un appalto da un milione e 700mila euro. E a Campomorone Valeria Armirotti, la consigliera comunale della lista “L’altra Campomorone”, va all’attacco: «Chiediamo l’immediata chiusura cautelativa del cantiere Tav, coinvolto in una pesantissima inchiesta di corruzione e malaffare». Ma i lavori, come confermato anche da Iolanda Romano, commissario di governo per il Terzo Valico, per ora non si fermano.

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