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Terrorismo, fermato 23enne siriano: frequentava luoghi di culto a Genova e a Rapallo

La procura di Genova ha firmato il provvedimento di fermo per un giovane residente a Varese che sarebbe stato radicalizzato nel capoluogo ligure. Era pronto a partire per la Siria e unirsi alla "guerra santa"

Nell’ambito di una lunga indagine finalizzata al contrasto del terrorismo, la procura antiterrorismo di Genova insieme con la Digos di Genova e Varese e la polizia Postale di Genova e Milano hanno arrestato un siriano di 23 anni residente a Varese, che secondo gli investigatori avrebbe avuto intenzione di partire per la Siria per combattere per Jabat al Nusra, un’organizzazione affiliata alla jihad.

Il fermo è stato firmato dal pubblico ministero genovese Federico Manotti: il reato ipotizzato è quello di "partecipazione e associazione con finalità di terrorismo anche internazionale". Per il pool antiterrorismo, il 23enne non aveva progettato alcun tipo di attentato o manifestazione violenta sul territorio, ma di fatto era pronto a partire alla volta della Siria per unirsi alle fila dell’esercito jihadista. Da qui la decisione di emettere, in via precauzionale e a fronte di un concreto pericolo di fuga, un provvedimento di fermo. Il giovane arrestato era in Italia dal 2009, residente a Varese con la famiglia (padre, madre, fratelli e sorelle) e attualmente disoccupato. 

Il filone di indagine è partito dal capoluogo ligure alla luce di un’assidua frequentazione del 23enne di luoghi di culto e sale di preghiera di Genova e di Rapallo, e di 5 persone, tutte residenti a Genova, che si sospetta abbiano avuto un ruolo chiave nella radicalizzazione del giovane e nella sua decisione di partire per la Siria.

E proprio su queste 5 persone adesso si stanno concentrando gli sforzi degli inquirenti, che oltre ad arrestare il giovane hanno fatto partire una serie di perquisizioni sia nei luoghi di culto da loro frequentati sia nelle loro abitazioni, analizzando nel dettaglio anche computer e smartphone utilizzati per comunicare.

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