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Terrorismo, fissato l'interrogatorio per i 3 libici fermati in porto

Continuano le indagini serrate sui tre uomini arrestati domenica sera mentre tentavano di imbarcarsi per Tunisi a bordo di auto rubate, sul telefonino immagini della bandiera dell'Isis e di guerriglia

E’ fissato per domani l’interrogatorio davanti al giudice dei tre libici arrestati domenica sera al terminal traghetti mentre tentavano di imbarcarsi verso Tunisi a bordo di auto rubate, negli smartphone immagini di guerriglia e bandiere dell’Isis: il pubblico ministero Pier Carlo DI Gennaro, lo stesso che si sta occupando della coppia di sedicenti siriani fermati in aeroporto la sera di Capodanno, ha chiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura cautelare in carcere alla luce dei forti indizi che lascerebbero pensare all’appartenenza a cellule terroristiche.

Il sospetto è che i tre libici (Pdiresunti terroristi libici arrestati in porto a Genova
rispettivamente di 39, 43 e 50 anni)
, fermati a bordo di tre auto identiche e nuove di zecca, facciano parte di una rete di sostenitori di organizzazioni di stampo terroristico: a questo e ad altri interrogatori dovranno rispondere domani davanti al giudice, cui si presenteranno con l'accusa di riciclaggio aggravato dal terrorismo, mentre l’inchiesta prosegue non soltanto per quanto riguarda loro, ma anche per i due fratelli fermati al Colombo lo scorso 31 dicembre mentre tentavano di imbarcarsi su un volo per Londra presentando due carte d’identità false che li indicavano come cittadini belgi.

Dopo avere dichiarato di essere cittadini siriani in fuga dalla guerra, i due - un uomo e una donna - avevano infatti dichiarato di essere iraniani decisi a raggiungere il Regno Unito per riunirsi al fratello e convertisti al cristianesimo, un viaggio iniziato a Teheran e proseguito attraverso Turchia, Grecia, Austria, Germania e infine Italia, prima Milano e poi Genova, dove sarebbero rimasti qualche giorno in hotel prima di tentare di raggiungere Londra. Ed è proprio il pernottamento in albergo l’unico elemento della storia che sino a ora gli inquirenti sono riusciti a confermare: il team coordinato dal pm Di Gennaro ha scoperto che la coppia si sarebbe fermata in un hotel nei pressi della stazione Principe, dove avrebbero avuto contatti con un’altra coppia di cui si sono però perse le tracce. 

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