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Cronaca

Terremoto, altra scossa nella notte. Il sismologo Solarino: “Ne seguiranno altre”

Secondo l’esperto non si possono escludere altre magnitudo superiori a 3 nei prossimi giorni. Nella zona in passato non ci sono stati terremoti catastrofici ma la conoscenza scientifica pregressa è poco o nulla

Due scosse hanno colpito nella tarda serata di ieri la provincia di Genova. La prima, di magnitudo 3.5, con epicentro a 2 km da Davagna, è stata avvertita alle 23:40 circa. La seconda, di magnitudo 2.0, con epicentro a Bargagli, alle 01:20. Secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia entrambe le scosse sono avvenute a una profondità di 8 chilometri.

VIDEO | Terremoto, il momento della scossa ripreso da una telecamera

Nelle case dei genovesi per una manciata di secondi i vetri, i mobili e persino i pavimenti hanno tremato. In diverse zone del capoluogo ligure i palazzi hanno trasmesso le vibrazioni in maniera intensa: alcune persone sono scese in strada nella notte ma, a parte una manciata di interventi dei vigili del fuoco per crepe nei muri, non si registrano fortunatamente gravi danni a persone o cose.

Cresce, però, la preoccupazione tra i cittadini non abituati a questo genere di eventi e insospettiti dalla frequenza ormai settimanale del fenomeno. Alla luce dei fatti, la Liguria va inserita nelle regioni a rischio sismico? GenovaToday lo ha chiesto al sismologo Stefano Solarino che ha ripercorso il fenomeno spiegandone le caratteristiche. 

"Per la seconda volta in pochi giorni la zona di Bargagli è stata interessata da un terremoto di magnitudo superiore a 3. Dopo il sisma che il 22 settembre ha interessato la città con magnitudo 4 e che ha suscitato grande panico da parte non solo degli abitanti di Bargagli ma anche di Genova che dista circa 9km in linea d’aria, la terra è tornata a tremare - ricostruisce l'esperto - Ieri sera alla 23.41 si è verificato un terremoto di magnitudo 3.5 praticamente nella stessa posizione e con una profondità molto simile, tra i 6 e gli 8 chilometri. Anche in questo caso ci sono state molte segnalazioni  da parte delle persone che hanno nitidamente sentito lo scuotimento dovuto al terremoto, soprattutto le testimonianze sono arrivate da coloro che abitano in piani alti”.

Una situazione inedita per la Liguria che dovrà iniziare a parlare di prevenzione? “Abbiamo già avuto modo di dire che quella zona non era stata interessata a livello storico da terremoti, per le conoscenze che abbiamo, negli ultimi 2mila anni - spiega il sismologo Solarino - Da un punto di vista scientifico è una situazione molto interessante che va naturalmente approfondita. Per quanto riguarda le conseguenze per la Liguria e quindi l’eventuale classificazione di questa area in una zona pericolosa è prematuro dirlo, sicuramente il fatto che si siano verificate due terremoti di magnitudo tra 3 e 4 non porterebbe ad inserire la regione in una classificazione particolarmente diversa da quella in cui è ora, anche perché la revisione di una carta di pericolosità è un’operazione molto lunga che necessita di un gran lavoro da parte di tutto il mondo scientifico e viene fatta soltanto ed esclusivamente quando ci sono condizioni particolarmente gravose e complesse dal punto di vista ingegneristico". Le scosse delle ultime settimane, invece, non hanno causato danni strutturali se non in alcuni edifici già compromessi.

Nell'ipotesi che quella del 22 sia stata la scossa principale, nelle prossime ore e settimane si dovrà convivere con lo sciame sismico di assestamento. "Sempre da un punto di vista scientifico questo sisma si inserisce nell’ambito di una serie di terremoti che seguono quello principale, quella del 22 settembre, e quindi ci aspettiamo che nel futuro si possano avvertire ancora terremoti, anche eventualmente di magnitudo intorno o superiori a 3, per la legge che conosciamo e che prevede che ad ogni terremoto di una certa magnitudo ne seguano dieci della magnitudo immediatamente inferiore, cento di due magnitudo inferiori e così via. Sotto un certo punto di vista per quanto questa sia una situazione particolare, imprevista e sconosciuta, rientra comunque nella normalità. Naturalmente, tutto ciò nell’ipotesi che il terremoto di magnitudo 4 sia stato l’evento principale di una serie di episodi che interessano la zona”.

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