Detenuto tenta d'impiccarsi nel carcere di Marassi

«Solo grazie al tempestivo intervento della polizia penitenziaria in servizio si è riusciti a impedire che la già lunga lista dei morti in cella per suicidio si allungasse sinistramente», dichiara il segretario della Uil penitenziari Fabio Pagani

Un detenuto ha tentato il suicidio tramite impiccagione all'interno del carcere di Marassi. A darne notizia è il segretario Regionale Uil penitenziari, Fabio Pagani. «Nel pomeriggio di venerdì 17 aprile, intorno alle 16, un detenuto nato in Belgio classe 1965, proveniente per trasferimento dal carcere di Vicenza, con fine pena nel 2029 (recluso per reati di associazione a delinquere di stampo mafioso e traffico illecito sostanze stupefacenti), ha tentato il suicidio tramite impiccagione», ha spiegato il segretario Uil.

«Solo grazie al tempestivo intervento della polizia penitenziaria in servizio si è riusciti a impedire che la già lunga lista dei morti in cella per suicidio si allungasse sinistramente - dichiara Pagani - Il detenuto aveva evidenti segni di soffocamento al collo ed ora è sottoposto a regime di grande sorveglianza, sorvegliato ogni 15 minuti».

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«L'Istituto di Genova Marassi - afferma Pagani - rischia di rappresentare uno dei gironi infernale del sistema penitenziario italiano e ad alimentare questa spirale di violenza concorre certamente anche il dato di affollamento della struttura genovese. Questa mattina – rivela il segretario generale della Uilpa Penitenziari - a Marassi sono presenti 720 detenuti a fronte dei 500 posti previsti, una situazione - conclude Pagani - ai limiti della gestibilità che dovrebbe sollecitare i responsabili amministrativi del sistema penitenziario ligure ad adoperarsi fattivamente per la ricerca di soluzioni possibili ed efficaci».

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