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Televendite truffa, D'Anna e altri sedici a processo

Disposto il rinvio a giudizio per la nota vicenda delle televendite di gioielli e preziosi, trasmesse tra il 2014 e il 2016

Finiscono a processo il mago delle televendite Giuseppe Maria D'Anna e altre 16 persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere, truffa, frode in commercio, ricettazione e riciclaggio di preziosi.

Lo ha deciso il gip del tribunale di Genova, Filippo Pisaturo, che ha disposto il rinvio a giudizio per la nota vicenda delle televendite di gioielli e preziosi, trasmesse tra il 2014 e il 2016, durante le quali venivano venduti prodotti le cui caratteristiche e il cui valore non corrispondevano a quanto dichiarato sia al momento della promozione televisiva, sia sui certificati emessi.

Una truffa che, secondo le accuse, avrebbe fruttato alla famiglia D'Anna milioni di euro in profitti a discapito dei tanti consumatori, che, in buona fede, avevano acquistato oro, gioielli e oggetti preziosi venduti nel corso delle televendite.

Nella richiesta di rinvio a giudizio il gip accusa gli imputati dei reati «di cui all'articolo 416 commi 1, 2, 3 e 5 codice penale perché si associavano tra loro allo scopo di commettere più delitti di truffa, frode nell'esercizio del commercio, ricettazione e riciclaggio di preziosi, intestazione fittizia di società nonché riciclaggio e reimpiego del denaro proveniente dai delitti di truffa e frode in commercio e da reati fiscali svolgendo l'associazione attività commerciale di vendita di oggetti preziosi pubblicizzati mediante le televendite […] garantiti da attestazioni di autenticità dal falso contenuto (in diversi casi compilate a mano e firmate dai venditori) e consegnate ai clienti dai diversi partecipanti».

Il Codacons, che è parte civile nel procedimento a tutela della collettività, scende oggi in campo invitando tutti i consumatori che abbiano acquistato oggetti preziosi attraverso le televendite oggetto di inchiesta a costituirsi parte civile nel processo - che si aprirà il prossimo 3 giugno dinanzi al tribunale di Genova - allo scopo di ottenere il risarcimento dei danni morali e materiali subiti.

Tutti gli interessati possono inviare una mail all'indirizzo info@codacons.it e riceveranno informazioni e assistenza per la costituzione nel processo.

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