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Sestri Ponente perde il teatro Verdi: «Questa potrebbe essere l'ultima stagione»

L'annuncio arriva dal direttore del teatro: se non si interverrà in maniera concreta la struttura chiuderà i battenti, complice anche le conseguenze provocate dal crollo del Morandi

Gli effetti del crollo del ponte Morandi si fanno sentire non soltanto dal punto di vista della viabilità e dell’economia, ma anche della cultura: in una città in cui sono tante le realtà che si sono viste costrette a chiudere i battenti per mancanza di fondi (basti pensare al Teatro Altrove o al Museo Luzzati ), e in un ponente in cui i teatri facevano già parecchia fatica a sopravvivere (l’esempio del Cargo è emblematico), anche il Cinema Teatro Verdi di Sestri Ponente sembra avviarsi verso l’inesorabile chiusura.

«Stando così le cose, questa stagione potrebbe essere l’ultima», aveva annunciato il direttore Giunio Lavizzari Cuneo a settembre, inviando al Municipio una lettera in cui confermava la crisi in cui il teatro è precipitato dopo il crollo del Morandi. Al rientro dalla pausa estiva, infatti, sul tavolo della direzione sono arrivate le richieste di disdetta dei contratti di affitto degli spazi commerciali al primo piano e della società che ha in gestione il bar del teatro, motivate principalmente dalla difficoltà a raggiungere la struttura. A questo si è sommato il calo degli spettatori dovuto anche questioni logistiche di cui si dibatteva anche prima della tragedia, in primis la chiusura serale del parcheggio antistante il teatro, il Park Oriani, di proprietà della stessa società che ha in gestione anche il Park di Piccapietra. E così, molte compagnie hanno deciso di annullare gli affitti per la sala teatrale già concordati.

«Questo teatro soffre da quando ha riaperto, principalmente per l'assoluta incapacità, da parte del parcheggio, di rispettare gli impegni originari che avevano preso; il parcheggio doveva essere asservito anche al teatro Verdi - conferma il direttore Lavizzari Cuneo a Genova Today - La società si è sempre rifiutata di concordare le aperture, e alla richiesta di effetuare aperture straordinarie hanno chiesto garanzie economiche per noi impossibili da sostenere. Il parcheggio resta aperto sino alle 20.30, non di più, ed è chiuso nei festivi: noi teniamo i prezzi bassi, siamo un cinema popolare, ma se la gente non sa dove mettere la macchina va alla Fiumara, e non è neanche così strano. A questo problema aggiungiamo i lavori di viale Canepa, che complicano ulteriormente la situazione viabilità, e i timori che il crollo del Morandi hanno generato in cui deve spostarsi in auto verso ponente. Sono ormai tre anni che non percepisco stipendio, ho dovuto licenziare l'unico dipendente e gestisco il teatro ormai grazie al volontariato».

Conseguenza diretta, il Verdi ha dovuto avviare le procedure di licenziamento per l'unico dipendente che ancora prestava servizio in teatro, confermando di fatto che a oggi non ci sono i presupposti per mandare avanti un’attività già messa a dura prova prima del crollo: una pesante tegola per il panorama culturale non solo del ponente, ma di tutta la città, sopratutto dopo che, nel 2010, la Grs, società che aveva in gestione il Teatro della Gioventù, aveva acquisito delle quote in ottica di rilancio, dopo una spesa di quasi 2 milioni di euro per restaurare la struttura.

Contro l'ipotesi si è già mosso il Municipio Medio Ponente, che ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che chiede un impegno da parte di Regione e Comune per scongiurare la chiusura e adottare provvedimenti in grado di rilanciarlo, in primis regolarizzando le aperture del parcheggio e lanciando una campagna di promozione e comunicazione efficace. La questione è approdata anche in Commissione Cultura a Tursi, con il consigliere del Movimento 5 Stelle, Fabio Ceraudo, che ha perorato la causa del Verdi: «Ciò che è stato detto corrisponde all'assoluta realtà - conclude Lavizzari Cuneo - stando così le cose, senza interventi profondi e concreti, questa è purtroppo l'ultima stagione del teatro».

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