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Tassa sui rifiuti: quanto ci costa? A Genova aumento del 3%

Secondo il dossier sui rifiuti dell'osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva a Genova c'è stato un aumento della tassa del 3% dal 2012 al 2011, del 15% comparato con il 2007

Genova - In tempi di crisi le bollette rappresentano sempre di più un vero incubo per i genovesi. E la rabbia sale se a fronte di un aumento delle imposte non corrisponde un miglioramento del servizio. E questo è esattamente il caso dello smaltimento dei rifiuti, per il quale le tariffe aumentano a dismisura in Italia, con punte di quasi il 50% in Campania e un “buon” 20% in Liguria. Problemi che in Liguria si vanno ad aggiungere alla raccolta stessa dei rifiuti, che specialmente nel Tigullio rappresentano un vero e proprio problema visti i continui scioperi della società Aimeri, che si fermerà nuovamente lunedì 18 marzo a causa del mancato accordo dopo l’ apertura della procedura amministrativa di conciliazione.

Il problema, come sottolinea il dossier sui rifiuti dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, sta nella mancanza di una politica nazionale della gestione dei rifiuti, capace di legare gli elementi di costo ad elementi di qualità del servizio, a tutto vantaggio di chi continua ad operare in assoluta assenza di trasparenza. La conseguenza di tutto ciò è che in Italia più del 50% dei rifiuti va ancora a finire in discarica, la raccolta differenziata stenta al Centro e al Sud e il coinvolgimento dei cittadini nella valutazione del servizio, previsto dal 2008, è ancora un’utopia. In Italia solo il 34% dei rifiuti urbani viene recuperato, rispetto alla media europea del 40%; dopo di noi solo due Paesi della “vecchia Europa”: il Portogallo (19%) e la Grecia (18%). La metà dei rifiuti prodotti finisce in discarica, ben 15 milioni di tonnellate ogni anno, mentre in Europa viene mediamente conferito in discarica il 38% dei rifiuti. I Paesi più virtuosi risultano essere Austria, Germania, Belgio e l’Olanda.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (presentato nel giugno 2012) nel 2010 in Italia sono state prodotte 32,5 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (+1,1% rispetto all’anno precedente) con una media pro capite di 536 (+0,8% rispetto all’anno precedente). In Liguria nel 2012 sono state prodotte 991.453 tonnellate di rifiuti urbani, pari al 3,1% del totale nazionale, con una produzione pro capite di 613 tonnellate (+1,3%).

In media nel 2010, in Italia la raccolta differenziata (RD) rappresenta il 35,3% circa (+1,7% rispetto al periodo precedente) della produzione totale di rifiuti urbani, ma ben il 51% di essi va a finire in discarica. I target di RD fissati dal D.Lgs 152/2006 e dalla Legge 296/2006 sono i seguenti: almeno il 60% entro il 2011 e almeno il 65% entro il 2012. Quindi la media italiana, seppur aumentata rispetto al 2009, è ben lontana dai menzionati obiettivi. In Liguria la raccolta differenziata nel 2010 è pari al 25,6% (+2,6%), con il 79% di smaltimento in discarica.

Ma ciò che davvero i genovesi si chiedono è: quanto ci costa questa spazzatura? Grazie allo studio dell’osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, è possibile dirlo. Le indagini dell’Osservatorio riguardano tutti i capoluoghi di provincia italiani e vengono effettuate prendendo come riferimento una famiglia tipo composta da 3 persone, con un reddito lordo complessivo di 44.200 euro ed una casa di proprietà di 100 metri quadri.

Considerando i dati raccolti nei capoluoghi di provincia italiani relativamente all’anno 2012, è possibile affermare che, in media, la nostra famiglia di riferimento, paga 253 euro in un anno per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Rispetto al 2011 l’aumento è stato del 2,8%. Dal 2007 al 2012 l’aumento è stato in media del 17,1%. La Liguria è quasi in linea con la media nazionale pagando 256 euro all’anno per il servizio, (252 nel 2011; +1,6% ) (211 nel 2007; +21,3%).

Nel 2012 Genova ha deciso di applicare la TIA (tariffa di igiene ambientale), una tassa per lo smaltimento dei rifiuti dove il totale da pagare è dato dal prodotto di una tariffa a mq per i metri quadri effettivi; all’importo così ottenuto si aggiunge una parte variabile in base al numero di persone che forma il nucleo familiare; si aggiunge quindi il 10% di Iva e l’addizionale provinciale che è facoltativa e non può superare il 5%.  A Genova così l’importo annuo della Tia è pari a 268 euro, 2,55 euro per metro quadro + il 5% di addizionale provinciale (il massimo), ma senza l’aggiunta dell’Iva.

Quindi, per riassumere, a Genova tutti i cittadini sono costretti a fronteggiare un aumento del 3% rispetto al 2011, del 15% rispetto al 2007 a fronte di un servizio che di miglioramenti ne vede ben pochi.

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