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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Cronaca

Tar Liguria: "La salute vale più del bilancio della Asl"

I giudici amministrativi hanno accolto, in via cautelare, la richiesta di una paziente genovese di ottenere all'estero cure di altissima specializzazione non disponibili, in tempi congrui, in Italia

Il tribunale amministrativo regionale ha autorizzato in via cautelare il trasferimento di una giovane paziente genovese in una struttura sanitaria estera per ottenere dei trattamenti medici specialistici, che in Italia non sarebbero disponibil in tempi brevi.

Nelle motiviazioni dell'ordinanza del Tar si legge: "Rispetto al fondamentale diritto alla salute della ricorrente, le esigenze dell'Azienda sanitaria locale di natura finanziaria non possono che recedere".

Il genitore della giovane paziente ha impegato sei mesi per ottenere questa autorizzazione, ed è stato necessario l'intervento dei giudici che hanno obbligato l'Asl 3 Genovese ad autorizzare le cure in un altro Paese europeo. L'Asl aveva infatti negato già due volte il trasferimento all'estero della paziente, a carico del sistema sanitario nazionale, per poter ottenere cure specialistiche.

Secono la struttura sanitaria genovese, la domanda di trasferimento non si poteva accogliere per "la mancanza di un piano riabilitativo individuale redatto da un medico specialista" e anche perchè, secondo l'Asl: "le medesime prestazioni potrebbero essere effettuate anche in Italia".

A questo punto il genitore e amministratore di sostegno della ragazza ha deciso di impugnare i provvedimenti dell'Asl 3 davanti al Tar, che, con un'ordinanza cautelare, ha accolto l'istanza e ha autorizzando il trasferimento della paziente in una struttura fuori dai confini nazionali per ricevere le terapie necessarie.

Il provvedimento della giustizia amministrativa ha natura cautelare e provvisoria, per la decisione nel merito sarà necessario attendere l'udienza fissata per il prossimo ottobre. Intato però le motivazioni dell'ordinanza del Tar forniscono già elementi utili a chiarire i principi che hanno guidato i giudici nella decisione:

"Nessuno dei due centri sul territorio nazionale individuati dall'Asl 3 ha dato risposta garantendo la prestazione nel termine di 15 giorni dalla richiesta, come previsto dalle normative, e quello che infine ha fornito un riscontro ha comunque prefigurato una serie di adempimenti (una valutazione preliminare e la redazione di un piano riabilitativo individuale) incompatibili con l'effettuazione a breve del ciclo di cure, necessaria per non interrompere la periodicità del trattamento".

Il Tar Liguria ha deciso quindi di avvogliere l'istanza del genitore per quanto riguarda questo ciclo di cure: "Le prestazioni offerte dal centro italiano potranno essere riconsiderate per i prossimi cicli di cura, dato il maggior tempo a disposizione, anche nell'ottica di collaborazione e buona fede cui devono ispirarsi i rapporti tra cittadino e Amministrazione".

Nelle motivazioni poi viene ribadito un fondamentale principio di diritto: "L'interesse della ricorrente si correla al fondamentale diritto alla salute, rispetto al quale, nel bilanciamento proprio di questa fase, le esigenze dell'Asl, di natura finanziaria, non possono che recedere. La ricorrente deve quindi essere autorizzata al trasferimento per cure di altissima specializzazione all'estero".

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