Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Stop al progetto “Facciamo girare i tappi”, la onlus: «Da soli non ce la facciamo più»

L'associazione Non solo Parole in 10 anni ha raccolto tonnellate di plastica e dato lavoro a due persone in difficili condizioni economiche. Ma gli ostacoli, burocratici ed economici, sono troppi

«Con grande dispiacere dal 30 giugno 2018 saremo costretti a sospendere l’attività fino a quando non arriverà il permesso di procedere da Roma»: così l’associazione Non Solo Parole- Genova Onlus ha annunciato lo stop al progetto eco-solidale “Facciamo girare i tappi”, con cui negli ultimi 10 anni non soltanto ha riciclato circa 40 tonnellate di plastica l’anno, ma ha anche dato lavoro a persone in difficili condizioni economiche.

Troppo gli ostacoli che si sono parati davanti all’associazione negli ultimi mesi, in primis dal punto di vista economico: la raccolta (che avveniva attraverso oltre 900 punti in tutta la città, dalle scuole agli asoli passando per negozi e alberghi) era ormai diventata esclusivamente a carico dei volontari, nonostante una convenzione con il Comune e con Amiu, scaduta nel 2016, che Tursi avrebbe comunque deciso di rinnovare lo scorso maggio. Dal punto di vista burocratico, però, restano tanti, troppi nodi da sciogliere, in particolare dal punto di vista delle norme che regolano le raccolte di materiale da riciclo a favore delle onlus. 

E così, la presidente Miriam Kisilevsky ha dovuto annunciare che, nonostante tutte le buone intenzioni, il progetto deve fermarsi: «Abbiamo tentato in ogni maniera di portarlo avanti», ha assicurato, prima di invitare tutti i cittadini a continuare comunque a raccogliere i tappi.

«Vi preghiamo per ora di continuare la raccolta, ma portando i vostri tappi e contenitori nei bidoni Amiu in strada. Vi ringraziamo di cuore per il sostegno alla nostra piccola onlus e speriamo di poter riprendere presto - ha scritto Kisilevsky - Nel frattempo, le due persone che lavorano sul nostro furgone entreranno in un progetto Amiu per la divulgazione di informazioni sulla raccolta dell’umido in Val Bisagno». 

L’associazione nata in bassa val Bisagno si occupava di raccogliere “a domicilio” i tappi con un furgone, dando lavoro a due persone. I volontari portavano i tappi o altro materiale in plastica PP nell’isola ecologica, ricevendo da Amiu 200 euro a tonnellata, e il 100% del ricavato veniva utilizzato per pagare i due stupendi.

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