Cronaca Castelletto / Corso Solferino

Tangenti: il figlio del ministro assunto da un professionista genovese

Nonostante le perplessità il 51enne, docente universitario, aveva accettato di prendere nel suo studio il giovane ingegniere. L'indagato utilizzava un'utenza telefonica, intestata a suo cugino, un prete morto in circostanze poco chiare

La procura di Firenze ha messo a nudo il 'sistema' che ruotava intorno alle grandi opere. L'operazione dei carabinieri del Ros ha portato a quattro arresti e 47 indagati. Sotto esame la gestione illecita degli appalti.

Gli arrestati sono il dirigente del ministero dei Lavori Pubblici Ercole Incalza e Sandro Pacella, suo collaboratore, gli imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo. Il politico finito nel mirino, seppur non indagato, è Maurizio Lupi, sia per il suo «strettissimo legame» con Incalza sia perché Perotti si sarebbe adoperato per trovare un lavoro a suo figlio Luca.

E qui emerge il motivo per cui ci interessa questa vicenda. Luca Lupi era assunto a Genova. «Perotti - scrive il gip nell'ordinanza - nell'ambito della commessa Eni, stipulerà un contratto con Giorgio Mor (residente a Castelletto ndr.), affidandogli l'incarico di coordinatore del lavoro che, a sua volta, nominerà quale 'persona fissa in cantiere' Luca Lupi» per 2 mila euro al mese.

Il gip Angelo Pezzuti spiega che Perotti si è adoperato con un imprenditore indagato, il cognato Giorgio Mor, per fare assumere Luca Lupi, il figlio del ministro. Dalle carte, però, emergono i dubbi di Mor e Perotti, che temono sia poco opportuno. Secondo il gip, questo atteggiamento «non è comprensibile al di fuori di uno scenario illecito. Nulla può impedire a costoro di assumere le persone che vogliono» salvo che ciò «possa essere immaginato quale corrispettivo di qualche utilità fornita da Maurizio Lupi per il tramite di Ettore Incalza».

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini Giorgio Mor si faceva chiamare dal cognato Stefano Perotti da un telefono pubblico e su un'utenza «intestata al sacerdote Giacomo Vigo» (cugino di Mor ndr.), trovato morto in mare a Livorno.

Il gip spiega che la telefonata fra Perotti e Mor è del 20 febbraio 2014 e che il sacerdote scomparve il 4 agosto 2014. Il suo cadavere sarà trovato il 5 agosto 2014. Dalle indagini emerse che il sacerdote, che guidava una parrocchia genovese, si sarebbe suicidato per una forte depressione. L'utenza del prete, scrive il gip, «risulta essere stata ricaricata a Genova, per 20 euro, il 29 dicembre 2014, e il 5 gennaio 2015 per 25 euro».

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