Sturla, due anni senza la passerella di via Pontevecchio

Era il 2012 quando Tursi decise di demolire tra le polemiche il ponticello che collega la zona con via dell'Arena. Oggi i residenti si ritrovano praticamente isolati

«Sarà più di un anno che è così. Prima delle elezioni ci avevano promesso che l’avrebbero rimesso a posto, e invece l’hanno buttato giù»: il sessantenne Alberto, uno dei gestori della bocciofila di via Pontevecchio, nel quartiere genovese di Sturla, si ricorda male. Non è solo un anno che il ponticello ultracentenario che permetteva di raggiungere via dell’Arena da via Pontevecchio è stata demolito, ma ben due, e da allora gli abitanti della zona sono costretti a fare un lungo giro alternativo o a utilizzare la macchina per spostamenti che prima richiedevano pochi minuti.

Il destino della passerella pedonale, frequentemente utilizzata soprattutto da persone anziane per attraversare lo Sturla, era strettamente legato alla messa in sicurezza del torrente: Municipio e Comune hanno a lungo dibattuto su quale sorte destinare al ponte, fino a quando nel 2012, complice i danni derivanti dalle piogge alluvionali, Palazzo Tursi aveva deciso di farlo abbattere per il mancato rispetto delle norme idrogeologiche.

«Ci dicevano che prima o poi l’avrebbero ricostruito, che aspettavano i fondi, ma alla fine ce ne sono voluti di più per abbatterlo che per metterlo in sicurezza”, ricorda ancora Alberto, che negli ultimi anni ha assistito a un graduale calo di presenze al circolo, complice la difficoltà da parte degli anziani di raggiungerlo a piedi: «Qui ci arrivi solo con la macchina, e se dovesse succedere qualcosa nel tratto da via delle Casette ci ritroveremmo praticamente isolati», spiega amareggiato.

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L’assenza della passerella pedonale pesa soprattutto sugli abitanti delle soprastanti via Tanini e via Monaco Simone, che grazie al ponte potevano attraversare lo Stura in pochi minuti, scendendo la mattonata che arriva proprio di fronte alla bocciofila, e arrivare in corso Europa. Adesso invece l’unica soluzione è utilizzare l’auto o i mezzi pubblici: «Il ponte ha resistito 200 anni, avrebbero potuto lasciarlo ancora per un po’ senza problemi», constata amaro Alberto, che nella demolizione del ponte trova almeno un lato positivo: «Almeno adesso non abbiamo più il problema dei ladri. Prima attraversavano il torrente e scassinavano le serrature per vedere se c’era qualcosa da rubare, adesso non ne vale più la pena: la fuga sarebbe troppo complicata».

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