Si spegne la musica a Le Sharm di Sturla per le proteste dei residenti

Il locale di Sturla da settimane è costretto al silenzio a causa di alcune lamentele dei residenti della zona, ma la Polizia Municipale ha confermato la possibilità di fare musica nello spazio interno. I proprietari: «Così non si può andare avanti, saremo costretti a chiudere»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Da circa un mese a Le Sharm di Sturla regna il silenzio, a causa delle lamentele e delle proteste che hanno portato avanti alcuni abitanti della zona, in particolar modo i residenti in via del Tritone, affinché Le Sharm e altri locali vicini limitassero l'utilizzo della musica.

Per venire incontro alle esigenze dei cittadini, nell'ultimo periodo il locale ha effettuato dei lavori di insonorizzazione della sala, ma i residenti sono comunque passati per vie legali: il giudice ha stabilito la sospensione della musica e il sequestro delle apparecchiature. Una decisione che va a scontrarsi, però,con la perizia fatta dalla Polizia Municipale che, in seguito al test di valutazione di impatto acustico, ha disposto l'impossibilità di fare musica all'esterno del locale, confermando però la validità del nulla osta acustico per quando riguarda la pista interna.

Le Sharm rimane così intrappolato tra due voci diverse, con la magistratura che blocca le serate e la polizia municipale che, invece, dà il via libera. Il risultato di questo cortocircuito rischia di far tracollare il locale, costretto a un drastico ridimensionamento dello staff. Abbandonate le serate musicali, Le Sharm oggi rimane aperto come ristorante e pizzeria. Ma sono già quattro i dipendenti lasciati a casa. «Se da un lato possiamo accettare il provvedimento che riguarda la musica sulla spiaggia, non capiamo il senso di cessare la musica all'interno del locale - protesta Cristina Traverso,direttrice de Le Sharm -. In questi anni, più volte abbiamo parlato con i residenti delle case vicine non riscontrando alcun fastidio per quanto riguarda la pista interna. Di questo passo saremo costretti a chiudere e Genova perderà un luogo storico per la musica e l'intrattenimento cittadino. In un momento in cui la musica continua a spegnersi, vedi i recenti fatti del Centro Storico, rischiamo di cadere vittime anche noi».

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