Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Strage Stresa-Mottarone: tra i fermati anche il direttore d'esercizio della funivia di Rapallo

Sono tre le persone fermate nell'indagine relativa all'incidente in cui sono morte 14 persone: Luigi Nerini, titolare dell'impresa che gestisce la funivia, difeso dall'avvocato Pasquale Pantano, l'ingegnere direttore del servizio e un altro dipendente. 

Tra i tre fermati per la strage della funivia Stresa-Mottarone c'è anche l'ingegnere direttore del servizio delle ferrovie del Mottarone, che ricopre lo stesso incarico anche per la funivia del santuario Nostra Signora di Montallegro a Rapallo. 

Come riporta Today.it sono tre le persone fermate nell'indagine relativa all'incidente in cui sono morte 14 persone domenica 23 maggio: Luigi Nerini, titolare dell'impresa che gestisce la funivia, difeso dall'avvocato Pasquale Pantano, l'ingegnere direttore del servizio e un altro dipendente. 

Pare ormai appurato, spiega ancora Today.it, che almeno un forchettone, ovvero lo strumento che blocca il sistema frenante in caso di necessità (tra cui la manutenzione) fosse piazzato su uno dei due freni d'emergenza, che per questo non è scattato. Ma l'ipotesi investigativa è che non si sia trattato di un errore umano: il forchettone è rimasto inserito per ovviare a un'anomalia ai freni che faceva rischiare il blocco alla funivia. Le accuse nei confronti dei tre indagati sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione degli strumenti atti a prevenire gli infortuni aggravato dal disastro e lesioni gravissime. Il procuratore della Repubblica di Verbania, Olimpia Bossi, al termine degli interrogatori, ha spiegato che le tre persone fermate nella notte per l'incidente alla funivia del Mottarone, tra cui il gestore dell'impianto Luigi Nerini, hanno commesso "un gesto materialmente consapevole". 

La ricostruzione della dinamica dell'incidente parte dalla certezza della rottura del cavo traente, ovvero di quella fune che consente la discesa e la risalita delle cabinovie. È altrettanto certo che non è scattato il dispositivo salvavita chiamato freno d'emergenza. Di solito le pinze del freno d'emergenza nelle funivie vengono bloccate aperte con dei cunei che ne impediscono la chiusura quando gli impianti vengono chiusi. Alla riapertura i cunei - chiamati in gergo tecnico "forchettoni" - vengono rimossi e si verifica che tutto funzioni. E invece almeno uno dei due forchettoni era ancora ancorato sul freno d'emergenza e questo ne avrebbe impedito il corretto funzionamento. Un'anomalia dei freni, si spiega in queste ore, faceva rischiare proprio il blocco della funivia: per questo, ovvero "per metterci una pezza" in attesa di un intervento tecnico, è stato lasciato il forchettone. Poi la rottura del cavo traente ha causato la tragedia. 

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