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Stoppani, il Prefetto emana un'ordinanza urgente per non fermare la messa in sicurezza

Un provvedimento preso per tutelare ambiente e salute, dal momento che lo stato di emergenza è scaduto da due giorni

Interviene il Prefetto sulla questione dell'ex fabbrica Stoppani di Cogoleto: il commissariamento scadeva il 14 febbraio, e non è stato ancora prorogato dal Ministero dell'Ambiente, a cui si erano rivolti nei giorni scorsi sia i sindaci di Arenzano e Cogoleto sia il governatore Toti e il sindaco metropolitano Bucci, con lettere di diffida.

La preoccupazione era che, non avendo più un commissario, si potesse fermare la messa in sicurezza del sito contaminato da cromo esavalente, con lo stop di operazioni fondamentali come il trattamento delle acque di falda.

Dal Governo nei giorni scorsi erano arrivate rassicurazioni: il provvedimento per la proroga del commissariamento è in fase di stesura.

Nel frattempo, oggi, è intervenuto il Prefetto con un'ordinanza per non fermare la messa in sicurezza, dal momento che il commissariamento e lo stato di emergenza comunque sono, di fatto, scaduti da due giorni. Un provvedimento preso per tutelare ambiente e salute, che però durerà fino al 6 marzo: successivamente dovrà intervenire il Governo.

«Il Prefetto di Genova, Fiamma Spena - si legge nella nota della Prefettura - ha adottato un provvedimento contingibile e urgente, nelle more del completamento dell'iter normativo finalizzato alla proroga dello stato emergenziale relativo allo stabilimento Stoppani sito nel Comune di Cogoleto. Il provvedimento si è reso necessario al termine del periodo nel quale il Commissario delegato ha continuato a operare in regime di prorogatio al fine di garantire, senza soluzione di continuità, gli interventi di messa in sicurezza di emergenza del sito. La cessazione di tale periodo e, quindi, l'impossibilità di esercitare le funzioni di Commissario delegato in assenza di dispozioni normative di proroga dello stato di emergenza, hanno determinato l'esigenza di intervenire con i poteri extra ordinem in argomento. L'ordinanza odierna è stata adottata a tutela della sicurezza e della incolumità pubblica per garantire la continuità delle condizioni minime necessarie alla prosecuzione dell'attività di emungimento e trattamento delle acque di falda per i ridotti tempi necessari al completamento dell'iter normativo in corso e, comunque, non oltre il 6 marzo 2019».

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