Giornalista picchiato durante scontri di piazza: presidio dei cronisti in tribunale per la prima udienza

Una sessantina di giornalisti si sono dati appuntamento davanti a Palazzo di Giustizia per manifestare solidarietà al collega picchiato da quattro agenti di polizia durante la manifestazione di Corvetto del maggio 2019

Presidio dei giornalisti davanti al Palazzo di Giustizia a Genova, martedì mattina, per manifestare solidarietà al cronista di Repubblica, Stefano Origone, nel giorno dell’udienza del processo a carico dei 4 poliziotti del reparto Mobile accusati di averlo picchiato durante gli scontri di piazza Corvetto del maggio 2019.

La manifestazione è stata organizzata (nel rispetto delle norme sanitarie anticovid) dall’Associazione ligure dei giornalisti, dall’Ordine dei giornalisti della Liguria e dal Gruppo Cronisti Liguri, che insieme all’Fnsi e all’Ordine nazionale dei giornalisti avevano chiesto di costituirsi parti civili. Il giudice Silvia Carpanini, però, si è opposta, spiegando che non sussistono prove del fatto che Origone sia stato picchiato in quanto giornalista. Alla richiesta di costituzione si era opposta anche Gabriella Dotto per la procura. Il cronista resta dunque l'unica parte civile ammessa.

La manifestazione dei giornalisti ha avuto come obiettivo ribadire la vicinanza a Stefano Origine e la necessità «di continuare a tutelare il diritto dei cittadini ad essere informati. Quanto accaduto a Stefano è inaccettabile», spiegano le associazioni.

Origone, durante gli scontri di piazza Corvetto scoppiati in seguito a un comizio di Casapound organizzato in piazza Marsala, era stato preso a manganellate da alcuni poliziotti che stavano intervenendo dopo lanci di pietre e bottiglie dai giardini soprastanti via Santi Giacomo e Filippo, in una giornata caratterizzata da forti tensioni tra estrema destra e antifascisti. Buttato a terra e colpito, si era protetto la testa con le mani, ed era stato soccorso da un dirigente della polizia, che lo aveva riconosciuto, e da alcuni colleghi che hanno assistito alla scena. Proprio a una mano, secondo i suoi avvocati, sarebbe stato provocato un danno permanente.

Nel corso dell’udienza di martedì i quattro agenti accusati del pestaggio hanno chiesto di essere processati con il rito abbreviato, con conseguente sconto di pena. 

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