VIDEO| Avvistato uno squalo mako a Genova

L'avvistamento alcune settimane fa a largo di Sampierdarena, gli esperti: "Nessun pericolo per l'uomo"

Uno squalo mako a Genova. Un video pubblicato dal pescatore Simone Agostini e postato sulla pagina Instagram TopSub_underwaterlife, ha scatenato un dibattito sull'effettiva presenza o meno dell'animale a largo delle nostre coste. Agostini, contattato da GenovaToday spiega che il video è stato girato alcune settimane fa nello specchio acqueo di fronte a Sampierdarena.

Il mako, che appartiene alla famiglia dei grandi squali predilige piuttosto le acque sudtropicali. Tuttavia, secondo gli esperti contattati dal nostro giornale, la sua presenza non è affatto rara nel Mediterraneo. Ce ne dà conferma il biologo marino Massimiliano Bottaro del Genoa Marine Center della Stazione Zoologica Anton Dohrn. Bottaro, a cui abbiamo mostrato il video, spiega che si tratta di uno squalo mako di piccole dimensioni, "Una specie tipica del Mediterraneo, una delle poche che gode di una minima tutela, perché sbarcare un mako a fini commerciali è vietatissimo e questo è importante che lo sappiano tutti". Le conseguenze per chi pesca un mako a fini commerciali sono multe pesanti e sequestro dell'imbarcazione. 

'Cugino' dello squalo bianco, il mako è tra gli squali più veloci in tutto il mondo, con i suoi denti aguzzi punta le prede, prevalentemente sgombri, "pesci a loro volta molto veloci che il mako raggiunge staccandogli la coda, privandoli così del 'timone' e permettere allo squalo di mangiarli più facilmente", spiega ancora Bottaro che rassicura per quanto riguarda il pericolo per l'uomo: "Al mondo ogni anno i morti per attacchi di squalo si contano sulle dita di una mano, attacchi di squali mako nei confronti dell'uomo non se ne conoscono".

A confermare che il mako sia uno squalo comune nel Mediterraneo, anche la biologa marina Elena Scavone, che contattata da GenovaToday spiega: "Non è raro, è anzi abbastanza comune. Come tutti gli squali è molto timido e tende a scappare quando viene a contatto con l'uomo".

Abbiamo contattato anche la Capitaneria di Porto di Genova a cui la segnalazione non è arrivata, mentre ne era arrivata un'altra alcune settimane fa a Marinella di Sarzana, ma in quel caso si trattava di una verdesca, una specie i cui avvistamenti si sono moltiplicati negli anni. 

Il 14 luglio la Giornata Mondiale degli Squali

Tra qualche giorno, il 14 luglio per la precisione, ricorre la Giornata Mondiale degli Squali e per l'occasione sono state organizzate diverse attività di sensibilizzazione sugli squali e sulla necessità di tutelarli. Insieme alle razze, gli squali sono i pesci più a rischio a causa di inquinamento, distruzione dell'habitat e soprattutto per la pesca accidentale.

Una delle iniziative più importanti per la salvaguardia degli squali, è il progetto Life Elife, di cui Massimiliano Bottaro è coordinatore. Partito nel 2019, Life Elife si conclude quest'anno. Ne fanno parte dieci partner tra Italia, Grecia e Cipro; tra queste la Stazione Zoologica Anton Dohrn, coordinatore del progetto, l’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie (Lampedusa e Linosa) e quella di Tavolara-Punta Coda Cavallo (Sardegna), Costa Edutainment, con particolare riferimento agli Acquari di Genova e Cattolica, il Consorzio Mediterraneo, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Legambiente, il Marine & Environmental Research (MER) Lab, Algowatt e l’Università degli Studi di Padova.

"Life elife - spiega Bottaro - è un progetto cofinanziato dall'Unione Europea, e ha il compito di ridurre le catture accidentali e la mortalità correlata nella pesca industriale, promuovendo l'utilizzo di attrezzi da pesca meno impattanti e le buone pratiche attraverso le quali sensibilizziamo i pescatori con un manuale sui regolamenti di pesca. Il pescatore ha un ruolo fondamentale nel miglioramento delle conoscenze sul mare, per cui deve essere informato per la tutela sua e dell'ambiente". 

"Promuoviamo l'utilizzo di attrezzi innovativi che funzionano benissimo perché riducono le catture accidentali e migliorano il tasso di sopravvivenza. Abbiamo visto anche un'ottima partecipazione dei pescatori che sono stati molto collaborativi. Si tratta di sistemi non brevettati, quindi accessibili a chiunque, utilizzati in passato per le tartarughe marine, che noi abbiamo adattato agli squali". Info sul progetto si trovano al sito www.elifeproject.eu

Le specie a rischio

"Le specie prioritarie considerate a rischio - fanno sapere dall'Acquario di Genova - o fortemente minacciate inserite nel progetto sono: lo spinarolo (Squalus acanthias), lo squalo smeriglio (Lamna nasus), lo squalo volpe (Alopias spp), lo squalo grigio (Carcharhinus plumbeus) interessato anche da fenomeni di pesca illegale all’interno dell’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie, lo squalo elefante (Cetorhinus maximus) e lo squalo zigrino (Dalatias licha). Altre specie vulnerabili che potranno possono essere oggetto delle azioni di conservazione di Life Elife sono il palombo (Mustelus spp), la verdesca (Prionace glauca) e lo squalo mako (Isurus oxyrinchus)".

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