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Rosario Monteleone, uno degli indagati nel processo

Rosario Monteleone, uno degli indagati nel processo

'Spese pazze', la Regione protegge 'la casta' e rinuncia a chiedere i danni

Per Giovanni Toti la scelta di non costituirsi parte civile deriva dall'intenzione di non 'ingolfare' il processo. Critico il Movimento 5 Stelle

Ieri è iniziato il processo per le 'spese pazze' in Regione. L'aspetto che ha fatto più notizia è stata la mancata richiesta dell'ente di via Fieschi a costituirsi parte civile e quindi a chiedere i danni. Solo il Codacons è stato ammesso come parte civile.

I 23 fra ex e attuali consiglieri accusati di peculato avrebbero utilizzato fondi regionali per spese personali, con evidente danno a tutti quei cittadini che pagano le tasse. Ma questo torto non avrà una contropartita economica, ma solo giuridica se gli imputati verranno condannati.

Per Giovanni Toti la scelta di non costituirsi parte civile deriva dall'intenzione di non 'ingolfare' il processo. Critico il Movimento 5 Stelle: «la vecchia politica non perde occasione per chiudersi a guscio su se stessa, evitando di costituirsi come parte offesa e rinunciando a soldi che sono, a tutti gli effetti, dei cittadini liguri».

Il processo è stato rinviato al 3 ottobre. Fra i 23 indagati figurano l'attuale assessore allo Sviluppo economico, Edoardo Rixi, e l'attuale presidente del consiglio regionale, Francesco Bruzzone. Gli altri sono Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d'Italia, tutti gli ex componenti dell'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale negli anni 2010-2012 fra i quali Rosario Monteleone, allora presidente (Udc), Michele Boffa (Pd), Giacomo Conti (Fds) e Massimo Donzella (Udc).

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