Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

"Spese Pazze" in Regione, gli avvocati giocano la carta della nuova legge sul peculato

Deve ancora entrare in vigore, ma la modifica all'articolo 316 ter del codice penale potrebbe cambiare l'esito del processo, facendo riformulare le accuse e anticipando la prescrizione dei reati contestati

La modifica dell’articolo 316 ter del codice penale in materia di anticorruzione deve ancora entrare in vigore, ma sulla scacchiera del processo per le cosiddette “Spese Pazze” che vede indagati 23 tra consiglieri e capigruppo della Regione Liguria per peculato e falso ideologico nel corso della legislatura 2005 e 2010 la mossa è già stata fatta.

Alcuni avvocati degli indagati hanno infatti sollevato la questione durante l’udienza di lunedì, annunciando l’intenzione di procedere con la richiesta di assoluzione. Tra gli indagati, lo ricordiamo, c’è anche il vice ministro Edoardo Rixi, che nel periodo cui fa riferimento l’inchiesta era il capogruppo della Lega in Regione e per cui il procuratore aggiunto Francesco Pinto ha chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi.

Secondo l’accusa i consiglieri regionali (di diversa appartenenza politica, centrodestra e centrosinistra) si sarebbero fatti rimborsare con soldi pubblici spese personali tra cui cene, viaggi, gite al luna park, drink, fiori e persino gratta e vinci. La procura sostiene che le spese erano giustificate da ricevute “trovate” in giro o modificate a mano, e che in molti casi si riferiscono a giorni in cui le attività istituzionali sono di norma ridotte, e cioè Natale, Capodanno, Pasqua e Primo Maggio. 

Nel corso degli anni l’inchiesta si è dipanata su molti filoni, coinvolgendo oltre la metà dei consiglieri liguri in carica tra il 2010 e il 2015. Per quanto riguarda Rixi, si parla di rimborsi di poco più di 100mila euro, una piccola parte dei quali (20mila euro) sono riconducibili a sue spese. Il resto è invece stato ricondotto a generali rimborsi per il gruppo, e secondo l’accusa Rixi avrebbe dovuto vigilare su come venivano spesi i soldi. 

Con l’approvazione del testo definitivo della legge anti-corruzione del governo gialloverde, e la conseguente modifica dell’articolo 316 ter, gli avvocati dei consiglieri regionali potrebbero dunque chiedere una derubricazione del reato da peculato a percezione indebita di erogazioni da parte dello stato, il che si traduce in una prescrizione più breve (7 anni e mezzo invece di 12) che per diversi imputati potrebbe già essere scattata o comunque scatterebbe prima della Cassazione.

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