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Spese pazze in Regione, condannati Piredda e Quaini

Per gli ex consiglieri Idv una pena rispettivamente a 2 anni e 8 mesi e a 2 anni e 4 mesi di reclusione, stabilita con il rito abbreviato. Rinviati a giudizio altri 4 membri del gruppo, per cui il processo inizierò l'8 luglio

A due anni dall’esplosione del caso “Spese pazze” in Regione, il tribunale di Genova ha condannato con rito abbreviato (e quindi con uno sconto del 30% della pena) Maruska Piredda e Stefano Quaini, ex consiglieri regionali dell’italia dei Valori in Liguria, rispettivamente a 2 anni e 8 mesi e a 2 anni e 4 mesi di carcere.

L’accusa, per cui il pm Nicola Piacente aveva chiesto una condanna a 2 anni e 2 mesi, era quella di peculato: stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, i due ex consiglieri regionali avrebbero utilizzato fondi pubblici per acquisti personali che comprenderebbero abbigliamento, accessori, viaggi e soggiorni in hotel di lusso, il tutto in un periodo che va dal maggio 2010 al dicembre 2012. Il gup ha dichiarato il non luogo a procedere invece per i reati di truffa e falso, così come ha respinto le richieste di risarcimento del Codacons, che si era costituito parte civile, disponendo anche di non dare provvisionali a Regione Liguria e Idv (anche loro costituite parti civili), che per un eventuale risarcimento dovranno attendere che il caso arrivi in sede civile.

Insieme con le condanne di Piredda e Quaini è arrivato anche il provvedimento di rinvio a giudizio per altri 4 ex Idv, tra cui Niccolò Scialfa, ex vicepresidente del consiglio Regionale, l’ex consigliere regionale Marilyn Fusco, l’ex tesoriere del gruppo Giorgio de Lucchi e l’ex deputato Giovanni Paladini: per loro il processo inizierà il prossimo 8 luglio.

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