Spese pazze, l'inchiesta si allarga anche a Tursi

Si allarga l'inchiesta partita in Regione e legata all'uso improprio di finanziamenti pubblici: la procura di Genova ha acquisito documentazione anche dagli uffici comunali

Si allarga anche a Palazzo Tursi l’inchiesta sulle “spese pazze” partita dalla Regione: nei giorni scorsi il pubblico ministero Massimo Terrile ha aperto un fascicolo per peculato, un nuovo filone di indagine partito dalla segnalazione di una funzionaria comunale.

Come riporta Il Secolo XIX, la Guardia di Finanza ha già effettuato un sopralluogo negli uffici comunali per acquisire documenti e fascicoli relativi al periodo 2012 - 2017, che comprende il quinquennio di mandato della giunta Doria e i primi mesi dell’attuale giunta Bucci (e relativi schieramenti politici). La funzionaria comunale da cui è partita la segnalazione ha riferito alla procura il sospetto che i rimborsi siano serviti per pagare spese personali - pranzi, cene, viaggi e altri acquisti - con importi che vanno dalle poche centinaia di euro alle migliaia. 

A oggi l’inchiesta è ancora alle battute iniziali, e nessun consigliere comunale attualmente in carica o in carica durante la legislatura precedente è stato iscritto nel registro degli indagati.

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La replica del Comune: «I consiglieri non hanno conti correnti o liquidità»

Genova Today ha provato a contattare il sindaco Bucci senza riscontro, ma nel pomeriggio il Comuna ha diffuso una nota: «Relativamente alle notizie di stampa sulle spese sostenute dai consiglieri comunali nel periodo 2012/2017, si precisa che il regolamento comunale (art. 49) riporta le tipologie di spese rendicontabili,  per le quali può essere chiesto il rimborso. I gruppi consiliari non hanno, né hanno mai avuto, la disponibilità di conti correnti o di liquidità. Di conseguenza, i consiglieri effettuano di tasca propria le spese relative a beni e servizi, che poi rendicontano agli uffici per la verifica, a seguito della quale percepiscono l'eventuale rimborso».

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