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Sparatoria Marassi: «Abbiamo litigato e non so cosa mi è successo»

Bruno Calamaro aveva la fedina penale pulita, mai prima d'ora si era reso responsabile di episodi violenti, a quanto risulta. Ma l'attaccamento morboso nei confronti di Yamila Gonzalez, badante cubana di 41 anni, gli ha fatto perdere la testa

Genova - Bruno Calamaro aveva la fedina penale pulita, mai prima d'ora si era reso responsabile di episodi violenti, a quanto risulta. Ma l'attaccamento morboso nei confronti di Yamila Gonzalez, badante cubana di 41 anni, gli ha fatto perdere la testa.

 

Yamila e Bruno si sono incontrati venerdì 24 maggio 2013 intorno alle 7.45. Il cinquantottenne è andato a prenderla a casa, in via Fereggiano, a Marassi, per accompagnarla al lavoro. In auto il litigio finché la mano di Calamaro ha preso la piccola pistola semiautomatica (di proprietà del padre, circostanza che potrebbe innescare l'aggravante della premeditazione) e le ha sparato due colpi. L'ha gettata fuori dall'auto poi le ha sparato alla schiena un terzo colpo mentre lei era riversa a terra. Poi è fuggito.

A dare l'allarme sono stati alcuni passanti che hanno notato la scena e preso il numero di targa di quella Fiat Multipla di colore scuro parcheggiata in seconda fila. L'uomo è stato fermato poco dopo in piazza Corvetto da una pattuglia della polizia municipale. In auto, sotto un sedile, la pistola.

«Avevo il sospetto che Yamila si prendesse gioco di me, che mi volesse lasciare. Io le avevo anche prestato alcune migliaia di euro per aiutarla a vivere a Genova. Sono andato a prenderla a casa per accompagnarla al lavoro. Poi in auto abbiamo litigato e non so cosa mi è successo». Sono state queste le prime parole di Bruno Calamaro durante l'interrogatorio tenuto dal sostituto procuratore Luca Scorza Azzarà.

Calamaro, rinchiuso nel carcere di Marassi, ha chiesto scusa per il gesto e ha aggiunto: «Non avevo intenzione di uccidere Yamila». Quest'ultima lotta fra la vita e la morte all'ospedale San Martino. La donna - hanno riferito i carabinieri - è stata raggiunta da tre colpi di pistola: due al torace e uno alla schiena.

Yamila è stata sottoposta a una delicatissima operazione chirurgica al pronto soccorso e al momento la prognosi è riservata. La donna è mamma di un ragazzo, che ora non sa darsi pace per quanto accaduto.

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