Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Spaccio in trattoria, eseguite due misure cautelari

L’indagine è iniziata nel 2019, e ha portato alla luce un giro organizzato all’interno di un ristorante e portato avanti dal titolare e dal suo fornitore

Uno forniva la droga, l’altro la vendeva da dietro il bancone della trattoria, sfruttando un sistema di telecamere di sorveglianza che gli consentiva di individuare subito eventuali “visite indesiderate”.

Il giro di spaccio è stato scoperto dalla Squadra Mobile di Genova, che nel 2019 ha avviato un’indagine che ha portato allo scoperto come il titolare e cuoco di una trattoria di Sampierdarena aveva organizzato lo smercio: dalla cucina controllava l’afflusso dei clienti, e quelli che arrivavano per la droga ricevevano una sorta di “takeway” con la dose richiesta.

In alcuni casi l’uomo approfittava della chiusura per invitare clienti fissi e consentire loro di consumare la droga direttamente al ristorante: l’arresto in flagranza ha consentito di sequestrare 60 grammi di cocaina.

Le indagini sono andate avanti sino a quando gli investigatori non hanno individuato anche il fornitore del ristoratore, un 36enne originario dell’Albania già arrestato nel 2018 nell’ambito delle indagini relative all’operazione “Gpl,  che si è conclusa lo scorso novembre con l’esecuzione di una misura cautelare nei confronti di 17 persone indagate (tra le quali non figurava B.R.) e riconducibili ad una rete di spaccio in città che aveva collegamenti con la Francia e la Germania.

Nei giorni scorsi gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito le due misure cautelari, obbligo di dimora per il cuoco, arresti domiciliari per fornitore.

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