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Operazione "Oasi": i pushers avevano una "talpa" in Questura

Il pm Alberto Lari parla di "fuga di notizie", i 29 spacciatori arrestati nell'operazione "Oasi" avevano una "talpa" in Questura che avrebbe informato il gruppo sulle indagini in corso

L'organizzazione criminale dedita allo spaccio scovata dai carabinieri nell'operazione "Oasi" aveva una "talpa" in polizia, una persona che passava informazioni.

Dalla richiesta di custodia cautelare del pm Alberto Lari a carico di 29 spacciatori, emerge un un episodio che risale al maggio del 2007.  Nella ricostruzione effettuata dal pm la banda stava per effettuare un grosso carico di droga, ignorando di essere sotto inchiesta. Improvvisamente questa operazione viene fatta saltare in seguito al diffondersi fra i puscher della notizia dell'indagine in corso.

Scrive il pm: "Il fatto rilevante della giornata coincide con la "fuga di notizie" che ha determinato una brusca sospensione delle operazioni finalizzate all'importazione dello stipefacente. L'intera coalizione è allarmata ed alla ricerca di soluzioni idonee per proseguire l'attività".

La "talpa" sarebbe un assistente capo oggi formalmente indagato dal pm Vittorio Ranieri Miniati in un procedimento parallelo. "A riguardo della presunta talpa - si legge nella richiesta del pm Lari - si rileverà in seguito che rimarrà attiva e costantemente in contatto con il gruppo, riuscendo così a mantenerli informati circa l'evolversi della situazione. Contestualmente, però, anche la polizia giudiziaria riuscirà ad approfondire alcuni accertamenti che consentiranno di svelare chiaramente la vicenda e portare all'individuazione dell'assistente capo in servizio presso la suqadra Mobile della questura di Genova quale soggetto autore della fuga di notizie". 

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