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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca Centro Storico / Via di Sottoripa

Ruba lo smartphone a una ragazza, poi prende a pugni i poliziotti

Gli agenti di polizia locale hanno arrestato, dopo una colluttazione, un borseggiatore di 46 anni

Un uomo di 46 anni è stato arrestato dagli agenti di Polizia Locale nel pomeriggio di giovedì 14 novembre 2019 per aver cercato di rubare uno smartphone a una studentessa nel centro di Genova, reagendo con violenza ai poliziotti che l'hanno rintracciato poco dopo. 

L'uomo, approfittando del fatto che una studentessa spezzina, a Genova per partecipare al salone Orientamenti, fosse distratta a guardare le vetrine, le ha sfilato il cellulare dalla tasca. Un compagno di scuola ha visto l'uomo, che indossava una felpa viola e aveva il cappuccio tirato sulla testa, commettere il furto, ma non ha fatto in tempo a fermarlo prima che si dileguasse nei vicoli del centro storico.

Gli studenti hanno incontrato la pattuglia della Polizia Locale in Sottoripa, hanno chiesto aiuto e immediatamente gli agenti si sono messi alla ricerca del malvivente. Ne hanno seguito le tracce grazie al programma di geolocalizzazione del cellulare e lo hanno trovato in vico Croce Bianca, alle spalle di via del Campo. Il ladro, poi risultato di origini libanesi, ha aggredito uno degli agenti e ne è nata una colluttazione, con lo straniero che tentava di colpire con pugni l'operatore di Polizia Locale. I due sono caduti a terra, ma il ladro non ha mai smesso di tentare di colpire l'agente. Per fortuna sono arrivati come rinforzi altri uomini del reparto Sicurezza Urbana, che sono riusciti ad ammanettarlo

Il 46enne anche dopo l'arresto ha continuato ad avere un atteggiamento aggressivo, sia in Questura che in Tribunale, dove il giudice ha convalidato l'arresto e ha disposto la custodia cautelare in carcere fino al 4 febbraio 2020, quando è fissato il processo per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il libanese è anche stato denunciato per il furto del cellulare (reato per cui non è scattato l'arresto perché quando gli agenti lo hanno trovato era trascorsa la flagranza) ed è possibile che al momento del giudizio entrambe i reati vengano giudicati assieme.

Il gruppo di studenti ha riconosciuto il borseggiatore e la ragazza derubata ha recuperato da sola il telefono che era caduto a terra durante la colluttazione tra il malvivente e l'agente di polizia locale. Non è stata, invece, ritrovata la scheda sim, di cui il libanese, pregiudicato per resistenza e reati legati allo spaccio di stupefacenti, si era giù disfatto. La custodia cautelare in carcere è stata decisa anche perché l'uomo era già stato colpito da divieto di dimora nel Comune di Genova ed è quindi stata tenuta in considerazione la sua pericolosità sociale. Al termine della direttissima è stato portato nel Carcere di Marassi

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