Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Sospetto terrorismo, la nuova versione dei due fermati al Colombo: «In fuga dall'Iran per convertirci»

Nella nuova versione raccontata al gip, i due fratelli fermati all'aeroporto con documenti falsi non sarebbero profughi siriani in fuga dalla guerra ma iraniani arrivati in Europa per abbracciare il cristianesimo

Cambia la versione dei due stranieri arrestati lo scorso 31 dicembre all’aeroporto Cristoforo Colombo mentre stavano tentando di imbarcarsi su un volo per Londra: i due, un uomo di 31 anni e una donna di 24, interrogati dal giudice per la convalida dell'arresto hanno sostenuto di non essere siriani, come detto inizialmente, ma iraniani, e di avere raggiunto l’Europa per “convertirsi alla religione cristiana”.

I due, molto probabilmente fratello e sorella, erano stati bloccati agli imbarchi quando avevano presentato alla polizia di Frontiera due carte d’identità che li identificavano come cittadini belgi. A un controllo più approfondito però i documenti erano risultati falsi, facendo scattare l’arresto per violazione delle nuove norme anti terrorismo. Ed è proprio su una possibile appartenenza a una cellula terroristica che si orientano i sospetti del pm, complice il ritrovamento di alcune immagini di guerra sui loro smartphone e le dichiarazioni contraddittorie sul modo in cui avrebbero raggiunto il capoluogo ligure, nuovamente cambiate davanti al gip, cui il pm ha chiesto e ottenuto la custodia cautelare in carcere.

Se inizialmente i due avevano infatti sostenuto di essere due profughi in fuga dalla Siria, rifiutandosi poi di aggiungere altri dettagli, al giudice hanno raccontato di essere iraniani arrivati in Italia per convertirsi alla fede cristiana, un viaggio che dalla patria li avrebbe portati prima in Turchia, dove avrebbero acquistato i due documenti falsi, poi in Grecia e da lì a Milano, da dove avrebbero raggiunto Genova. Qui, sempre stando al loro racconto, avrebbero trascorso qualche giorno in un albergo di cui non sono stati in grado di fornire il nome. Le indagini adesso si concentrano su come e quando i due siano effettivamente giunti nel capoluogo ligure, per tentare di ricostruire il loro viaggio al contrario e fare luce sulle loro dichiarazioni.
 

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