Il Comune di Sori dà il via libera alle nozze sul Cornua. Ma è polemica

La giunta del sindaco Paolo Pezzana consente a una coppia di sposarsi sul prato antistante al cappelletta degli Alpini. Ma scoppia la protesta: E un luogo di culto, non va bene per i riti civili

«Abbiamo deciso di celebrare i matrimoni in uno dei luoghi simbolo di Sori, un affaccio al Golfo Paradiso unico»: così la giunta del sindaco Paolo Pezzana ha annunciato l’approvazione di un provvedimento che consente di celebrare le nozze civili nella cappelletta degli Alpini, sulla cima del monte Cornua.

Il nulla-osta è stato approvato dopo l’arrivo in Comune di una specifica richiesta da parte di una coppia, innamorata del luogo e dell’atmosfera che vi si respira. E siccome dal 2014 gli Alpini hanno deciso di cedere la cappelletta all’amministrazione con regolare atto notarile, la giunta ha deciso di concedere ai futuri sposi  la possibilità di convolare a nozze con rito civile nella zona antistante la costruzione. E non all’interno, come ha tenuto a precisare il Comune in risposta a chi protestava all’idea che un’unione civile venisse celebrata in un luogo consacrato.

«Non è intenzione dell’attuale amministrazione celebrare all’interno della cappelletta i riti previsti dalla legge, ma sul sagrato, che è sempre di proprietà comunale ed è pertinenziale alla medesima - ha spiegato l’amministrazione - Per potere officiare il matrimonio civile è infatti noto che la legge prevede che ciò avvenga in un immobile in disponibilità permanente e non occasionale dell'amministrazione, come anche una recente ed inequivocabile circolare del Ministero dell'Interno ha precisato, chiarendo altresì che dell'immobile fanno parte le pertinenze del medesimo, come può essere a tutti gli effetti qualificato il sagrato antistante la cappelletta degli Alpini, i quali, peraltro, sono stati ben lieti di accogliere questa opportunità per far conoscere ancora di più questo loro meraviglioso luogo».

Chiarimenti sono arrivati anche dalla sposa, intervenuta nel dibattito che si è scatenato sui social network: «In questo luogo fantastico, pieno di significato per molti, sabato scorso io e il mio compagno siamo convolati a nozze e, udite udite, con l'augurio degli Alpini. Ovviamente la cerimonia con rito civile si è svolta all'esterno».

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Sulla questione è intervenuto a anche don Marco Fazio, parroco di Capreno, Sussisa, Teriasca, Sant’Apollinare e San Bartolomeo, che ha sottolineato che «la proprietà è una cosa, ma se la costruzione è aperta al culto non può essere usata per altri usi». Polemiche smorzate da chi ha invitato a festeggiare l’amore, senza pensare alla tipologia di rito con cui viene celebrato.

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