A Sori è caccia alla famiglia di cinghiali, ma gli animalisti si ribellano

Il sindaco Paolo Pezzana ha autorizzato una battuta sulle alture della cittadina ligure per individuare e abbattere la famigliola di ungulati che qualche giorno fa è stata avvistata sull'Aurelia: "Non sono più un pericolo, sono tornati nel loro habitat", è la protesta

Animalisti in rivolta contro il sindaco di Sori, Paolo Pezzana, che nei giorni scorsi ha annunciato l’intenzione di autorizzare una battuta di caccia nei boschi e sulle alture della cittadina ligure per individuare una famiglia di cinghiali che qualche giorno fa è stata avvistata a spasso sull’Aurelia.

Mamma, papà e una tribù di 10 cuccioli erano molto probabilmente scesi a valle alla ricerca di cibo, percorrendo la trafficata strada incuranti delle macchine e degli scooter di passaggio: immortalati da alcuni passanti, la foto ha fatto rapidamente il giro del Web sino ad arrivare sotto gli occhi del sindaco Pezzana, che preoccupato per l’incolumità di residenti, turisti e automobilisti ha fissato per lunedì mattina una battuta di caccia nelle zone di San Bartolomeo di Sori e Camascenza, frazioni individuate come “residenza” degli ungulati. Un problema, quello della sovrappopolazione di cinghiali, con cui non soltanto il sindaco di Sori, ma anche quelli di Pieve Ligure e Bogliasco hanno dovuto fare i conti negli ultimi mesi, in seguito ai sempre più numerosi avvistamenti nei centri abitati: gli animali sembrano avere sempre meno timore dell'uomo, e sempre meno scrupoli ad avvicinarsi alle cittadine, tanto da spingere la Città metropolitana, preoccupata anche per le coltivazioni, ad autorizzarne l'abbattimento selettivo e la cattura attraverso i gabbioni.

Agli animalisti, però, la decisione di organizzare una battuta di caccia a quattro giorni dall’ultimo avvistamento non è andata giù: “A noi risulta che la famigliola sia tornata nei boschi, non è che continuano a girare su e giù per l’Aurelia - ha fatto sapere Fabio Dolia, portavoce dell’associazione - Capiamo il pericolo per automobilisti e scooteristi, ma in questo caso i cinghiali sono tornati nel loro habitat, dove non danno fastidio a nessuno. Ci risulta che l’abbattimento dovrebbe essere preso in considerazione solo come extrema ratio, e soltanto se c’è un pericolo immediato per l’incolumità delle persone. Ed è ovvio che non è questo il caso”.

Il pensiero dell’amministrazione comunale è molto probabilmente rivolto all’imminente apertura della stagione estiva, con le centinaia di turisti - e non - che ogni giorno percorrono l’Aurelia e che potrebbero potenzialmente incontrare sul loro percorso qualche “bestione” sceso a valle alla ricerca di cibo, ma mentre tentano di mettersi in contatto con il sindaco per trovare una soluzione alternativa all’abbattimento, gli animalisti tengono a puntualizzare una cosa: “Se tanto spesso i cinghiali scendono a valle, è perché trovano cibo in quantità grazie alla spazzatura incivilmente abbandonata al di fuori dei cassonetti: prima di percorrere strade barbare e immorali, sarebbe il caso che sindaco e cittadini si preoccupassero della gestione dei rifiuti organici e non”.

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