Società per Cornigliano, la presidentessa dà le dimissioni: «Scelta personale»

Cristina Repetto consegna la lettera agli azionisti, oltre che a Regione e Comune. E chiede che la scelta non venga politicizzata. Alla base della decisione, il caso dell'autopark di Cornigliano

Le dimissioni sono «di natura personale, e come tale vorrei che venissero accettate senza strumentalizzazione politica». Cristina Repetto fa chiarezza sulla notizia, trapelata nella giornata di martedì, delle sue dimissioni da presidente di Società per Cornigliano, sottolineando in serata che «non ci sto a cadere nel tritacarne politico».

Lo scenario, al momento, non è ancora perfettamente delineato. Secondo indiscrezioni, Repetto avrebbe deciso di presentare le dimissioni dopo numerosi confronti - tra cui uno, durissimo - avuti con il sindaco Marco Bucci sulla realizzazzione di un autoparco a Villa Bombrini per ospitare camion e tir "sfrattati" dal cantiere del ponte Morandi. Un progetto cui i residenti di Cornigliano si sono fermamente opposti, e che violerebbe anche il Puc, e che ha spinto alcuni cittadini a inviare una diffida a Comune e Regione a proseguire con un’azione definita “illegittima e lesiva di pubblici interessi di natura ambientale ed economica”.

“I recenti sviluppi sull’impiego delle aree adiacenti a Villa Bombrini hanno coinciso con l’accumularsi di impegni di lavoro e personali che appaiono ormai incompatibili con la prosecuzione del mio incarico in Società per Cornigliano”, scrive Repetto in una lettera datata 11 febbraio e indirizzata a Regione (che l’aveva suggerita come presidente nel 2015), Città Metropolitana, Comune di Genova, Inviatalia Partecipazioni Spa e ai consiglieri del consiglio di amministrazione. L’esigenza di "assecondare i bisogni di crescita e ripresa dell’attività portuale”, prosegue Repetto, “comportano una profonda revisione e ripensamento dei piani strategici per l’impiego delle aree affidate alla società, a cui non mi sento provvedere con le mie sole competenze”.

Il casus belli, insomma, è sicuramente l’autoparco. Repetto chiarisce però che «sulla vicenda abbiamo già deliberato l’utilizzo in via emergenziale delle aree per andare incontro alle istanze degli autotrasportatori, evitare che centinaia di mezzi pesanti si riversassero per i quartieri cittadini, specie del Ponente, e nel contempo fosse rispettato l’accordo di programma del 2005 e la mission della Società per Cornigliano». E aggiunge che «in questi anni da presidente della Società per Cornigliano con il sindaco Bucci, il presidente Toti e gli azionisti tutti abbiamo lavorato nell’interesse della comunità di Cornigliano - conclude Repetto - Abbiamo affrontato l’emergenza post crollo Morandi, trovando ed attuando soluzioni efficaci di viabilità alternativa, da cui non solo Cornigliano, ma la città tutta ha potuto e può fruire. Grazie al lavoro di squadra abbiamo vinto sfide che sembravano impensabili come l’apertura di nuove strade in poche settimane». 

Nella sua lettera di dimissioni, però, Repetto parla anche a titolo di “abitante del ponente e donna che ben comprende le esigenze del territorio e la necessità di un incremento nella qualità della vita per le famiglie”, sottintendendo dunque di essere consapevole delle conseguenze che la realizzazione dell’autoparco, pur già approvata, avrà sul quartiere. Quartiere in cui Società per Cornigliano, sotto l'egida di Repetto, ha avviato numerosi progetti di riqualificazione, tra cui quella di via Cornigliano stessa.

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