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Slot machine: il Comune di Genova dichiara guerra al gioco d'azzardo

Dopo la manifestazione di venerdì 1 marzo a Pegli contro l'apertura di Slot House, il Comune di Genova è intervenuto sulla questione dichiarando guerra a slot machine e minicasinò

Genova - Venerdì 1 marzo Genova era scesa in piazza per dire “basta” alle slot machine e minicasinò che ogni giorno aumentano nella nostra città. L'ultimo caso infatti era stato eclatante, un mega casinò al posto della ex pizzeria Bailamme, a Pegli in via Ronchi, con inaugurazione in pompa magna alla presenza del testimonial Nicole Minetti.

Qui i genovesi non ci hanno più visto e guidati da uno scatenato Don Gallo (guarda il video) hanno organizzato una manifestazione proprio nel giorno dell'apertura della slot. E qualche ora prima il colpo di scena: il Comune di Genova è sceso in campo e per un problema legato ai parcheggi (non a norma) ha posto il divieto di apertura alla Slot House di Pegli. La manifestazione si è tenuta comunque, con cinquecento persone scese in strada a protestare con i cartelli casi-NO e il messaggio è arrivato anche a Tursi, dove ieri c'è stato uno scambio di vedute sul problema e soprattutto si è aperto uno spiraglio per una nuova regolamentazione dopo il caso sollevato da Franco De Benedictis (Gruppo Misto) e da Lilli Lauro (PDL).

«Esistono due tipi di sale da gioco – ha risposto l'assessore Elena Fiorini - quelle pubbliche (una si trova alla Fiumara) e quelle con video lottery. Su queste ultime il Comune non ha voce in capitolo per quanto riguarda le autorizzazioni, ma può intervenire a protezione delle fasce deboli dei consumatori e per ragioni di pubblica sicurezza. Il 24 gennaio scorso il Tar Liguria ha concesso al Comune una maggiore libertà di intervento, rispetto a quanto stabilito dalla legge regionale in materia».

«Questo consiglio ha istituito una consulta permanente sul gioco d’azzardo» sostiene l'assessore Francesco Oddone - Grazie alle opportunità che ci offre la sentenza del Tar, stiamo pensando di adottare un regolamento comunale che consenta di frapporre ostacoli all’apertura di nuove sale. E’ anche necessario mettere in atto campagne di sensibilizzazione, rivolte ai giovani e alle categorie più deboli, sui rischi legati al gioco d’azzardo. Vogliamo anche portare avanti un’azione determinata in sede di Anci, per proporre un cambiamento della normativa nazionale. Altrimenti continueremo ad avere poteri limitatissimi».

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