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Slot machine e giochi d'azzardo: il Centro storico dice no

Dura presa di posizione del Municipio Centro Est nei confronti di quello che sta diventando anno dopo anno una vera e propria piaga sociale

Genova - La lotta di Genova contro il gioco di azzardo e, nello specifico, contro le slot machine continua.

Dopo la decisione dei circoli Arci di vietare le macchinette all’interno dei locali, arriva anche la dura presa di posizione del Municipio I del Centro Est, non di certo un municipio qualunque, visto che si sta parlando del Centro Storico di Genova.

L’impegno promosso dall’Assessore Maria Carla Italia, sostenuto dal Presidente Simone Leoncini e dalla Giunta, ha visto la piena adesione di tutte le forze politiche che, in Consiglio Municipale, hanno approvato all’unanimità due documenti importanti.

Il 1° agosto scorso è stata la volta della mozione con la quale il Municipio I si impegna a vigilare sul rispetto delle norme esistenti e sulle situazioni di irregolarità che sono di sua competenza, nonché ad intraprendere azioni educative e di prevenzione del fenomeno.

«Stiamo cercando di valorizzare tutte le competenze del Municipio I per intervenire in maniera organica e capillare, per contrastare quella che è ormai un’emergenza sociale dalle dimensioni patologiche allarmanti» ha affermato l’assessore Maria Carla Italia, colei che ha presentato la mozione e le modifiche al regolamento vigente in questione.

«Il periodo di crisi economica che stiamo vivendo contribuisce alla proliferazione del fenomeno che, come ci ricordano gli studiosi, diventa occasione per fantasticare mete di successo che appaiono altrimenti irraggiungibili, sulla base di sogni e fantasie privi di qualsiasi legame con la realtà. Inoltre, nella difficoltà ad intervenire con provvedimenti autoritativi contro la proliferazione dell’offerta, riteniamo fondamentale una capillare ed adeguata educazione rivolta ai giovani ed alle famiglie. Per questo stiamo lavorando ad un progetto di prevenzione di tipo “primario”, rivolto alle scuole elementari e medie, che abbiamo già proposto ai dirigenti scolastici del nostro Municipio».

Un fenomeno in crescita quello del gioco, che preoccupa non poco la città. Non solo per la malattia e la dipendenza che spesso questo comporta, ma anche per episodi di microcriminalità spesso ad esso collegato. Le statistiche parlano chiaro: furti e rapine sono maggiori nei locali dove all’interno sono presenti le slot machine.

Anche per questo il Municipio Centro Est ha deciso di muoversi con la mozione che chiede inoltre l’attivazione della Consulta permanente sul gioco con premi in denaro, approvata dal precedente Consiglio Comunale all’inizio del 2012, e la partecipazione di diritto dei rappresentanti dei Municipi, attualmente previsti solamente come eventuali.

Nella seduta del 9 ottobre scorso sono state inoltre approvate le modifiche ai criteri per l’assegnazione di immobili di proprietà comunale ad uso associativo, siti nel territorio municipale. Sul punto è stata inserita, quale clausola ostativa al rinnovo delle concessioni, la presenza nei locali di slot machine ed altri apparati per il gioco d’azzardo.

Sul tema è intervenuto anche l'onorevole Michele Scandroglio, preoccupato dal fenomeno: «Sale gioco a cinquecento metri di distanza da istituti scolastici di ogni ordine e grado, centri di aggregazione giovanile, ospedali, strutture sanitarie, luoghi di culto; divieto assoluto di pubblicità per l’azzardo; obbligo di riportare su tutte le tipologie di gioco d’azzardo le avvertenze sui rischi e sui danni provocati dalla ludopatia; obbligo, per gli operatori on line, di dedicare un'apposita sezione alla pubblicazione dei dati sulle somme perse dai giocatori e la loro quota percentuale rispetto al totale delle somme giocate; proposta di destinare i proventi delle multe sull’azzardo all'informazione e all'educazione sanitarie, a studi e ricerche finalizzati alla prevenzione della ludopatia, al finanziamento dei presìdi regionali per la prevenzione e la cura della dipendenza patologica da gioco d’azzardo». Queste le richieste dell'esponente del Pdl che conclude: «La ludopatia non è meno grave del tabagismo, e il problema va affrontato col massimo rigore».

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