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L'istanza

Inchiesta corruzione, i legali di Signorini chiedono gli arresti domiciliari

Difficilmente la procura darà parere favorevole, la decisione spetta alla gip Paola Faggioni

Paolo Emilio Signorini ha chiesto di essere scarcerato. I suoi legali, Enrico e Mario Scopesi, hanno presentato istanza alla gip Paola Faggioni, chiedendo che venga attenuata la misura cautelare dal carcere ai domiciliari. Signorini è l'unico in carcere tra gli indagati per l'inchiesta sulla corruzione che ha portato agli arresti domiciliari del presidente della Regione Giovanni Toti, dell'imprenditore Aldo Spinelli e dell'ex capo di gabinetto della Regione Matteo Cozzani.

La mossa degli avvocati di Signorini arriva a pochi giorni dall'interrogatorio che si è tenuto in procura nei giorni scorsi. Due ore durante le quali l'ex numero uno dell'Autorità Portuale si è difeso dalle accuse, negando la corruzione, definendo i comportamenti non opportuni. Una spiegazione che non ha convinto la procura, che difficilmente darà parere favorevole all'istanza di Signorini, ma la decisione finale spetta alla gip che ha cinque giorni di tempo per prenderla. 

Inchiesta corruzione: Iren si dichiara 'parte offesa'

Nel frattempo Iren, società di cui Signorini è Ad, sospeso dall'incarico, fa sapere che gli approfondimenti sul suo operato proseguono. "Il Consiglio di amministrazione - si legge in una nota - ha deliberato di dichiararsi persona offesa nell’ambito del procedimento penale in corso, incaricando un penalista di fiducia".

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