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Allarme siccità, gli agricoltori: «Vogliamo lo stato di calamità»

A rischio soprattutto la produzione di olio e vino, anche se gran parte delle coltivazioni sta risentendo della prolungata assenza di pioggia

Il caldo record di questi giorni? Solo la punta dell’iceberg di una stagione caratterizzata da una quasi totale assenza di piogge e da temperature al di sopra della media. Che, stando alla denuncia degli agricoltori, hanno compromesso in modo molto pesante le coltivazioni, tanto da spingere la Regione a valutare l’ipotesi di chiedere lo stato di calamità naturale.

«Accolgo numerose segnalazioni delle associazioni agricole preoccupate per i danni alle coltivazioni che questa ondata di siccità potrebbe provocare, ma sono necessarie ulteriori verifiche e stime certe per la richiesta dello stato di calamità naturale», ha fatto sapere l’assessore regionale all’Agricoltura, Stefano Mai, che a fine luglio ha inviato al Ministero l’ultimo rapporto sulla siccità, in aggiornamento in questi giorni.

Il quadro attuale, infatti, «non evidenzia particolari criticità», anche se le associazioni di agricoltori e allevatori lanciano l’allarme, in particolare per quanto riguarda olio e vino: «La situazione perdura e peggiora ogni giorno di più - ha ammesso Mai - Gli ispettorati agrari stanno procedendo al costante monitoraggio delle produzioni agricole e martedì gli ispettori saranno nuovamente sul territorio per fare ulteriori approfondimenti e stilare una relazione definitiva sullo stato attuale delle colture e degli allevamenti.

«Una volta accertati i danni complessivi causati dalla siccità alla produzione agricola regionale  - ha concluso Mai - e verificato il superamento della soglia del 30% prevista dalla normativa vigente per dare corso alla richiesta dello stato di calamità naturale, allora ci muoveremo subito, come hanno già fatto undici regioni italiane, per garantire agli agricoltori i giusti risarcimenti alle eventuali perdite nelle loro attività».

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