Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca Sampierdarena / Via Enrico Porro

Case sfollati, corsa contro il tempo per chiudere i contratti

Il termine scade giovedì 20 dicembre, dopodiché scatta il taglio del 10% sull'indennizzo. Bucci assicura: «Lo rispetteremo». Dalle famiglie il diktat: «Ci aspettiamo il giusto pagamento nei termini previsti»

«Abbiamo già chiuso oltre la metà dei contratti, e contiamo di riuscire a completare tutte le cessioni entro il termine prefissato del 20 dicembre»: nel giorno della firma del decreto per l’affidamento dei lavori di ricostruzione del viadotto sul Polcevera, il sindaco-commissario Marco Bucci sembra avere pochi dubbi sul rispetto dei tempi per l’acquisizione delle 266 case che sorgono in zona rossa, evacuate la mattina del crollo del Morandi e nei prossimi mesi in gran parte demolite per lasciare spazio al cantiere e alle fondamenta del nuovo ponte.

L’iter si è dimostrato da subito complicato, soprattutto per quanto riguarda gli indennizzi: il decreto Genova fissa a 2.025 euro a metro quadro il rimborso per i proprietari (residenti e non residenti, mentre agli inquilini vanno l’indennità da 45mila euro prevista dalla legge regionale sulle infrastrutture strategiche e i 36mila euro per l’improvviso sgombero), cifre che agli sfollati hanno fornito quantomeno un’idea sulla somma che gli verrà destinata. Per fare un semplice esempio, ai proprietari di un appartamento di 100 metri quadri spetteranno poco più di 200mila euro, stime che hanno spinto alcuni a mettersi già in contatto con agenzie immobiliari per sondare il terreno e individuare una nuova casa che possa rispondere alle loro esigenze. E inevitabilmente, il team composto dai 56 notai incaricati di gestire le pratiche si è far fronte a complicazioni legate all’esatta metratura (ogni metro quadro, di fatto, vale oltre 2mila euro), a terrazze, balconi, pianerottoli, posti auto e tanti altri elementi che concorrono a dare valore a un immobile.

Bucci ha comunque rassicurato: la scadenza del 20 dicembre verrà rispettata, e dunque entro giovedì tutte le acquisizioni saranno completate, pena il taglio del 10% sul valore dell’indennizzo. E tra gli sfollati si alternano paura per il futuro, fiducia sul fatto che il risarcimento verrà erogato regolarmente nonostante l’esclusione di Autostrade dai lavori per la ricostruzione (contro cui l’azienda ha già presentato ricorso) e malinconia per il primo Natale trascorso fuori casa.

«Ognuno di noi ha un’altra casa cui ci stiamo piano piano abituando arrivando a considerarla nostra, pur consapevoli del fatto che tra 6 mesi potremmo doverla lasciare, visto che terminerà l’erogazione del contributo per autonoma sistemazione - spiega Franco Ravera, portavoce del Comitato Sfollati di via Porro - Oppure dovremo stabilizzarla, se avremo il giusto ristoro che ci è stato promesso. Io ho tante aspettative, ma anche tanta fiducia che ciò che si promette venga mantenuto. In questi giorni facciamo atti un po’ al buio, con la promessa di avere il nostro ristoro economico a 30 giorni, e mi sto imponendo di credere che sia così. Se ciò non fosse ovviamente ci faremo sentire».

I 30 giorni, in realtà, non vengono calcolati dalla firma del contratto, ma dalla trascrizione dell’atto: «La trascrizione dovrebbe avvenire entro i 15 giorni successivi alla firma - spiega ancora Ravera - Quindi, indicativamente, credo che per i primi giorni di gennaio potremo far decorrere i 30 giorni. Dunque ci aspettiamo entro i primi 15 giorni di febbraio di ricevere il giusto indennizzo, altrimenti agiremo di conseguenza».

A pagare, lo ricordiamo, dovrà essere Autostrade, cui il commissario dovrà inviare una “nota spese” per provvedere al saldo. Se Aspi dovesse rifiutarsi, la struttura commissariale ha la possibilità di attingere ai 30 milioni messi a disposizione dal governo con il decreto Genova, ma «non voglio neanche prefigurare questa ipotesi - conclude Ravera - Voglio essere certo che riceveremo tutto quanto ci è dovuto nei giusti tempi».

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