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Assalto al postamat di Sestri Ponente, caccia alla gang di professionisti

I carabinieri sono sulle tracce della banda che la notte tra sabato e domenica ha fatto saltare il bancomat delle Poste di via Catalani, fuggendo con un bottino di 30mila euro

Professionisti che sapevano bene come e quando colpire, e soprattutto come farlo nel minor tempo possibile: i carabinieri di Sampierdarena e del nucleo Investivativo provinciale sono sulle traccce della gang che la notte tra sabato e domenica ha preso di mira gli uffici postali di via Catalani, facendo esplodere il postamat e fuggendo con un bottino di circa 30.000 euro. Un colpo messo a segno in modo preciso e organizzato, che lascia pensare che dietro vi sia una banda esperta in questo genere di azioni.

Le indagini sono in corso su tutti i livelli, compreso il vaglio dei filmati delle telecamere di sorveglianza, che hanno ripreso tutta la scena: prima l'allargamento del foro di emissione delle banconote, poi l'introduzione nel buco della "marmotta", una tavoletta di esplosivo innescata a distanza di sicurezza, infine l'esplosione violentissima che ha squarciato la gabbia di sicurezza dello sportello e la rottura del vetro per arraffare i contati. Poi la fuga, tutti in pochi minuti, senza intoppi, contrariamente a quanto accaduto a Bolzaneto, alla banca Carige di via San Biagio, dove ladri maldestri avevano sfruttato una bombola di gas con la diretta conseguenza di vedersi crollare addosso il muro in cui era incastonato il bancomat.

Nel caso di Sestri Ponente, la "pulizia" del colpo lascia poco spazio a dubbi: si tratta di professionisti che hanno messo a punto un piano dettagliato e preciso, pianificando a fondo l'azione e utilizzando gli strumenti "giusti". La detonazione, per quanto violenta - a chiamare i carabinieri intorno alle tre di notte sono stati proprio i residenti, allarmati dal boato - non ha distrutto i contanti, che i ladri hanno raccolto in pochi istanti e messo al sicuro prima di darsi alla fuga.

In queste ore i militari stanno analizzando i filmati nella speranza di individuare qualche indizio utile a risalire agli autori, un minimo elemento in grado di tradire i ladri. Le tracce dell'ordigno utilizzato verranno anche confrontate con quello ritrovato lo scorso aprile nascosto in un'aiuola vicino a un bancomat di Albaro, presumibilmente pronto per essere usato, per capire se hanno qualcosa in comune e possono risalire alla stessa "matrice". Al momento però non si esclude alcuna pista.

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