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Esselunga pronta a sbarcare a Sestri Ponente

Dopo lo stop della Regione alle Coop, il supermercato Esselunga è pronto per sbarcare a Genova, in particolare a Sestri Ponente

La Regione boccia i progetti della Coop, mentre sembrerebbe che la strada sia spianata per quelli della concorrente Esselunga, catena di supermercati che da tempo aveva manifestato il suo interesse ad aprire in vari punti della città della Lanterna (bisogna andare indietro nel tempo, ma non troppo, per trovare il tentativo fallito dell'azienda di aprire un market in via Piave).

Con una delibera, infatti, la nuova giunta Toti ha rimosso i vincoli inseriti dal comune nel Puc per un'area di interesse di Esselunga, quella di via Hermada, a Sestri Ponente. Vengono invece stoppate tre nuove strutture commerciali - a Sestri, a Multedo e in Valbisagno - previste dal Puc del comune, perché le aree sono esondabili.

La situazione - ancora in evoluzione - vede il primo nodo da sciogliere nel 2012, quando l'immobiliare di Levante, controllata da Esselunga, presenta ricorso al Consiglio di Stato per il blocco della costruzione di un supermercato nell'area ex San Giorgio. Allora il motivo del blocco stava nel fatto che il Puc era in elaborazione, e le nuove regole avrebbero previsto un veto alla costruzione di supermercati per sola vendita di alimentari in quella zona. Veto che adesso non c'è più, poiché il comune non può ignorare le prescrizioni dei tecnici della Regione, che hanno cambiato le carte in tavola ritenendo la decisione presa nel Puc non motivata a sufficienza. Non solo: nella sua decisione, la Regione strizza l'occhio anche alla Bolkenstein che screma molto ogni limitazione alla concorrenza.

In tutto ciò si inserisce un'altra questione: l'Esaote di Sestri Ponente sarebbe in procinto di trasferirsi sulla collina degli Erzelli, ma in cambio - sulle aree lasciate libere - dovrebbe sorgere un supermercato Coop di circa 2500 metri quadrati. Che adesso ha ricevuto lo stop della Regione, poiché si tratterebbe di area esondabile e, in quelle zone, le attività non possono superare i 1500 metri quadri. Se l'accordo tra l'azienda e Talea (braccio immobiliare di Coop) saltasse e Esaote fosse interessata a guardare verso altri lidi (si parla parecchio dell'altra sede italiana a Firenze), a Genova si perderebbero 260 posti di lavoro. Un pericolo che potrebbe riunire nuovamente Comune e Regione, che nei giorni scorsi non hanno dimostrato di essere in sintonia sul caso dei supermercati a Sestri. Nonostante il "selfie della pace" con il governatore Giovanni Toti, il sindaco Marco Doria e il ministro dell'Ambiente Galletti, il Comune annuncia che farà delle controdeduzioni alla giunta in cui chiederà di rivedere la sua posizione sul Puc. Se non basterà, si ricorrerà al Tar.

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