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«Via Sestri rischia di trasformarsi in una sorta di China Town»

Secondo i commercianti attivi da anni nel fulcro dello shopping sestrese la nuova attività è un sintomo di degrado, anche a livello di immagine

La nascita di attività commerciali gestite da cinesi è arrivata a toccare anche vie storiche del capoluogo ligure. Anche un rinomato fulcro dello shopping genovese come via Sestri negli ultimi anni ha registrato la comparsa di negozi "orientali".

Ultimo in ordine di tempo il super store che affaccia su piazza Baracca. Negli scorsi giorni l'inaugurazione ha sì attirato code di clienti, desiderosi di "fare l'affare" a poco prezzo, ma anche una sfilza di polemiche. Ecco cosa ne pensano i commercianti storici della più famosa strada sestrese.

«Siamo allo sbando più totale, è l'ennesimo segno del degrado che sta colpendo una via storica come questa. Dispiace molto anche a livello di immagine e penso che le istituzioni dovrebbero fare qualcosa per garantire una maggiore tutela». Questo il pensiero di Marcello titolare dello storico negozio di abbigliamento (in attività dal 1970) ubicato proprio di fronte al supershop.

«Sicuramente non fa piacere vedere il continuo via vai di gente che entra nel negozio, quello su cui bisognerebbe interrogarsi è la qualità dei prodotti in vendita. In un momento del genere la gente fa più caso al prezzo che alla qualità. Da quanto abbiamo saputo, un importante brand di abbigliamento non ha voluto rilevare i locali poiché, secondo loro, in via Sestri sarebbe in corso un progressivo "declassamento". Il rischio, vedendo il crescente numero di negozi che chiudono, è che possa diventare una sorta di China Town». Così la pensano Lucia e Lucia della storica profumeria aperta nel 1934. 

Infine la testimonianza di Carlotta e della mamma Franca che gestiscono il rinomato negozio di borse nato nel 1908 che si trova a pochi metri dal nuovo store. «È brutto vedere un tipo di attività del genere nel cuore di Sestri, soprattutto per chi ci è nato e cresciuto. Rappresenta un campanello d'allarme per quanto riguarda il degrado. Fortunatamente molti clienti sanno che il livello di qualità dei prodotti, di assistenza e garanzia che proponiamo rimane su standard di gran lunga più elevati rispetto ai negozi dei cinesi. Noi abbiamo molti clienti stranieri ma penso che quella orientale sia una comunità che non tende ad integrarsi con quella occidentale. Non vediamo mai cinesi al supermercato, all'ospedale o in farmacia, e questo aspetto non si sposa con la tendenza dei commercianti sestresi, da sempre molto uniti. Servirebbero nuove iniziative accattivanti, ma visto il periodo di difficoltà economica le preoccupazioni maggiori sono su come mandare avanti la propria realtà».

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