Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Sestri Levante

Falsa residenza in Svizzera e maxi evasione fiscale: 9 denunce a Sestri Levante

Operazione della Guardia di Finanza di Riva Trigoso: evasi oltre 2,8 milioni di euro con fatture per operazioni inesistenti e denaro dirottato in alcuni 'paradisi fiscali'

Gli agenti della Guardia di Finanza di Riva Trigoso hanno scoperto una maxi evasione di oltre 2,8 milioni di euro, realizzata soprattutto utilizzando fatture per operazioni inesistenti con un ingente flusso di denaro dirottato in paesi 'offshore'. Sequestro preventivo, disposto dalla Procura di Genova, di tre immobili nel comune di Sestri Levante (per un valore di 800mila euro) e nove persone denunciate.

Al centro dell’operazione un italiano fittiziamente residente in Svizzera e iscritto all'anagrafe degli italiani residenti all'estero (Aire) del comune di Sestri Levante, segnalato alla Procuro per dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture false, occultamento e distruzione di documenti contabili, riciclaggio e truffa.

Dall’indagine, è emerso come l'uomo avesse il centro degli interessi economici e familiari nel golfo del Tigullio e non nel territorio elvetico, detenendo peraltro molteplici cointeressenze e rappresentanze in numerose società, sia nazionali che estere. Alcune di queste erano state create ad hoc allo scopo di evadere il fisco e ostacolare il tracciamento di ingenti flussi di denaro che venivano affidati al principale indagato anche da parte di numerosi soggetti italiani, per poi confluire in conti correnti esteri, in parte situati in 'paradisi fiscali'.

I finanzieri, esaminando la copiosa documentazione informatica trovata al fittizio residente elvetico hanno identificato 157 persone domiciliate in varie regioni italiane (la cui posizione è ora al vaglio), che avrebbero effettuato, tramite un’abusiva attività finanziaria del medesimo e delle società e persone a lui collegate, ingenti esportazioni di capitali e di investimenti all’estero per un totale di circa 21 milioni di euro.

In questo contesto parte di tali “investimenti” è stata anche oggetto di truffa: mediante artifizi e raggiri da parte del principale indagato e di altri due complici gran parte o tutto il capitale veniva sottratto ai clienti, ai quali inizialmente venivano corrisposte somme di denaro a titolo di interessi, per rendere credibile l’investimento; successivamente nulla veniva più corrisposto, né il capitale restituito.

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