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Atti osceni in autostrada: sesso a tre nella piazzola in pieno giorno

La polizia ha denunciato tre uomini per atti osceni in luogo pubblico. I tre si erano fermati, in pieno giorno, sull'autostrada A12 all'altezza di Recco per scambiarsi particolari "attenzioni"

Dopo il caso di sesso in pieno centro abitato a Sampierdarena, ecco una nuova storia di atti osceni in luogo pubblico, ma questa volta i protagonisti sembrano averla combinata davvero grossa. L'episodio è avvenuto nella piazzola di sosta "Rupanego", quella sulla A12 subito dopo Recco andando in direzione del capoluogo ligure.

La scena che si sono trovati davanti i poliziotti della stradale era la seguente:

un autoarticolato posteggiato, una Mini Cooper con il motore acceso ed una portiera aperta ed una Audi A4 anch'essa aperta. Nessuno a bordo dei tre veicoli.

Sul prato della piazzola c'erano un 48enne di Milano, un 65enne di Genova e un altro 57enne di Milano , tre uomini maturi quindi, completamente nudi ed intenti a soddisfarsi sessualmente l'uno con l'altro. Tutto questo non a tarda notte e con la complicità del buio ma in pieno giorno, all'una di pomeriggio.

Quest'estate la polizia stradale genovese ha potenziato anche le pattuglie in borghese lungo i tratti autostradali di competenza, della "pattuglie fantasma" che controllano le aree di sosta e di servizio alla caccia di quella microcriminalità che insidia i viaggiatori ed i locali di ristoro.

E' proprio una di queste pattuglie in borghese che nella piazzola "Rupanego" sorprendeva quei tre signori così arditi e focosi. I due agenti notavano i veicoli vuoti e cercandone gli occupanti si imbattevano nella scena boccaccesca.

Quelli, alla vista di un uomo ed una donna (gli agenti erano ovviamente in borghese) si eccitavano ancora di più evidentemente immaginandoli possibili voyeur o addirittura come compagni di "giochi".

L' "ALT POLIZIA!!" scattava così forte e chiaro facendo scemare qualsiasi fantasia ai tre che, ricomponendosi, venivano identificati per la successiva denuncia per atti osceni in luogo pubblico.

Ognuno a quel punto reagiva a suo modo:

Il camionista si preoccupava che la sua ditta non venisse a conoscenza dell'accaduto, il genovese giurava e ri giurava di non aver mai fatto nulla del genere in precedenza ed iniziava a piangere mentre l'altro milanese asseriva di essere arrivato dopo e quindi di avere meno colpe degli altri.

Le piazzole di sosta spesso ospitano meccaniche di questo genere e le pattuglie della Stradale controllano il fenomeno. I camionisti che lì si fermano per effettuare le pause di guida obbligatorie sono ambiti da insospettabili esponenti del loro stesso sesso che nottetempo si appostano anelando momenti di intimità nella cabine di guida dei bisonti della strada.

Finchè tutto ciò rimane occultato dietro le tendine della cuccetta di un camion  è un conto, ma un prato di una piazzola di sosta all'una di pomeriggio è indiscutibilmente un "luogo pubblico", in cui ogni ignaro automobilista, o camperista, o motociclista, con famiglia, può tranquillamente fermarsi.

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