Liguria, 5 morti sul lavoro in poco più di un mese. I sindacati: «Strage continua»

L’ultima vittima è Sergio Piazzi, tecnico Rai Way, morto folgorato mentre lavorava a un ripetitore tv a Moneglia, da giugno a oggi altri 4 lavoratori hanno perso la vita

Segio Piazzi, l'ultima vittima sul lavoro in Liguria

I colleghi di Sergio Piazzi, tecnico Rai Way, sono sgomenti, il dolore è arrivato all’improvviso, come una frustata: stava lavorando a un ripetitore tv in zona Figarolo, a Moneglia, quando è stato attraversato da una scarica che non gli ha lasciato scampo.

Sergio Piazzi, 57 anni, è morto mercoledì pomeriggio, ed è la terza persona a perdere la vita sul lavoro in Liguria negli ultimi 10 giorni. Il giorno prima, martedì pomeriggio, a morire era stato un tecnico Iren di 53 anni che stava lavorando alle vasche d’acqua nella zona dei Piani di Praglia. Il 27 luglio scorso invece la tragedia si è consumata ad Alassio, dove un operaio di 37 anni, Matteo Giaccardi, è rimasto schiacciato sotto un mezzo pesante mentre lavorava alla ristrutturazione di un rustico. 

Andando più indietro, la tragica conta non si ferma: il 20 luglio a Vado Ligure è morto a Corrado Ravera, 54 anni, schiacciato da un muletto nell’area della Tirreno Power di Vado Ligure, il 30 giugno un’altra morte, Angelo Pozzato, 61enne di Moconesi, è morto schiacciato da una betoniera a Isola di Neirone.

Nomi e date che scorrono troppo velocemente e attraversano la Liguria, una strage continua, come l’hanno definita i sindacati, sottolineando che «la frequenza delle morti e degli incidenti gravi sul lavoro è impressionante. Siamo nel 2020 e non siamo ancora riusciti a salvaguardare l’incolumità dei lavoratori».

«Sarà la magistratura ad accertare le dinamiche dell’incidente mortale - si legge in una nota della Cisl -  non entriamo  nello specifico ma siamo di fronte ad una strage continua senza che davvero la politica operi per un deciso giro di vite. Servono risorse per garantire più formazione e maggiori controlli, si deve scrivere la parola fine a una situazione drammatica: nella nostra regione è il secondo incidente mortale a distanza di poco più di una settimana».

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Sulla morte di Piazzi, la Rai ha diffuso una nota in cui esprime cordoglio e assicura «massima collaborazione alle autorità e agli organi istituzionali competenti per la ricostruzione dell’accaduto ed esprime sincera vicinanza e partecipazione al dolore della famiglia del compianto collega». Anche il consigliere di ammininistrazione Rai, Riccardo Laganà, ha espresso le sue condoglianze: «Quasi non si crede alle parole che disegnano il dramma sul luogo di lavoro. Sergio Piazzi, tecnico Rai Way, folgorato mentre riparava un impianto di trasmissione. In attesa di accertare la versione dei fatti condivido le parole dei sindacati: ‘Non si può morire di lavoro’».

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