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Cronaca

Tonno "tarocco" e pesce scaduto, maxi sequestro della Capitaneria

La Capitaneria di Porto della Liguria, nell'ambito di un'operazione estesa anche a Piemonte, Lombardia e Valle d'Aosta, ha sequestrato 7 tonnellate di tonno pinne gialle etichettato come "mediterraneo" e prodotti ittici mal conservati

Non si ferma neppure sotto Natale l’attività della Capitaneria di Porto di Genova, anzi, in vista di pranzi e cenoni si intensifica, soprattutto per quanto riguarda il controllo della filiera ittica e dei prodotti che spesso si portano in tavola: dalle prime ore della mattinata è in corso una vasta operazione da parte del Centro di Controllo Area Pesca della Liguria, che si estende anche a Piemonte, Lombardia e Val d’Aosta e che ha portato al sequestro di pesce mal conservato o scaduto destinato ai ristoranti, e di una partita di vasetti di filetti di tonno sott’olio che sull’etichetta riportavano la dicitura ingannevole “tonno mediterraneo”, mentre il contenuto era “tonno pinne gialle”, e dunque una specie non dei nostri mari.

A rinvenire il carico sono stati gli uomini delle Capitanerie di Porto di Genova, La Spezia e Palermo, che hanno scoperto che i vasetti, circa 25mila confezioni pari a 7 tonnellate di prodotto, erano stati confezionati da una ditta di Bagheria, in Sicilia, per conto di un’azienda di Parma, che li ha poi venduti a una piattaforma milanese che a sua volta li ha distribuiti in quattro catene di supermercati nel Nord Italia, tra cui, sul territorio genovese, anche la Basko. Oltre al sequestro, gli uomini della Capitaneria di Porto hanno anche elevato una sanzione pari a 6.000 euro.

Passati al setaccio anche i frigoriferi dei ristoranti etnici, soprattutto nella zona del milanese, dove una dozzina di depositi di importazione di prodotti alimentari cinesi e indiani sono stati multati per oltre 15mila euro per avere messo in vendita prodotti privi di etichettatura in lingua italiana, etichettati in modo insufficiente o ingannevole, con conseguente sequestro di oltre 2 tonnellate di prodotti in varie forme di conservazione, tra cui alghe essiccate, sgombri, gamberi e granchi congelati. 

Particolarmente grave i casi di una ditta di import cinese di Baranzate e di un noto ristorante di sushi giapponese di Legnano, sempre nel milanese: nel deposito cinese sono state rinvenute diverse confezioni di “pesce topo pelagico essiccato congelato” (una specie tipica dei mari indo-cinesi, molto simile alla nostra acciuga) sulle quali il titolare del deposito aveva apposto una nuova etichetta sovrapposta a quella originale, in base alla quale i prodotti, già scaduti a marzo di quest’anno, avrebbero avuto nuova scadenza a marzo 2017. Il titolare della ditta è stato dunque denunciato per frode in commercio, e sono state sequestrate tutte le confezioni incriminate, circa 100 chilogrammi. 

Nel ristorante di sushi, invece, gli uomini della Capitaneria hanno accertato come venissero serviti salmoni e branzini freschi, che non erano stati sottoposti al processo di abbattimento necessario per poter somministrare questa tipologia di alimenti allo stato crudo. In base alle norme del cosiddetto “pacchetto igiene”, infatti, un prodotto ittico, per essere somministrato crudo, deve essere previamente abbattuto a -20° per 24 ore o a -35° per 15 ore, per abbattere la naturale carica batterica. 

«Anche nei momenti topici delle festività - ha spiegato l’ammiraglio Giovanni Pettorino, capo della Direzione Marittima della Liguria - la Guardia Costiera è sul campo a tutela delle risorse ittiche dei nostri mari, dei consumatori e di quanti, pescatori e operatori del settore, onesti e rispettosi delle norme, meritano di essere difesi contro chi, invece, tenta di eludere i controlli e raggirare il consumatore per facili guadagni». 

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