Cronaca

Peperoni con pesticidi sequestrati in porto: «Valori 50 volte oltre la norma»

A dare l'allarme Arpal, che ha effettuato le analisi sui campioni bloccati dal personale di frontiera: sulla verdura utilizzati anche fungicidi e biocidi

Una partita di peperoni letteralmente “infusi” di pesticidi è stata bloccata e poi sequestrata al suo ingresso in Italia, nel porto di Genova, da parte degli operatori dell’Ufficio Sanità Marittima, Area e di Frontiera.

Lo rende noto Arpal, che nei giorni scorsi ha effettuato le analisi sulla verdura arrivata dall’Egitto e bloccata durante i consueti campionamenti dell'Usmaf, restituendo un referto che conferma la massiccia presenza di sostanze chimiche: stando a quanto accertato dai laboratori della Spezia, specializzati proprio nella ricerca di pesticidi, i peperoni avevano valori di Clorpirifos, Propiconazolo e Clorfenapir - rispettivamente insetticida, fungicida e biocida - 50 volte superiori alla legge.

«Non era mai capitato un campione con la presenza di così tante sostanze tutte insieme - ha spiegato Nicola Dell’Amico, dirigente chimico del laboratorio spezzino responsabile delle analisi - e anche l’entità dei superamenti è particolarmente significativa». 

Le analisi per la ricerca dei pesticidi testano gli alimenti di origine vegetale rispetto ad oltre duecento principi attivi accreditati, e sono una delle attività che Arpal svolge in collaborazione con Usmaf e con Asl. Nei casi positivi, come questo, impediscono che merce estera contaminata raggiunga i mercati comunitari.

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