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Alluvione 2014, i giudici: «Non toccava a Raffaella Paita diramare l'allerta»

Depositate le motivazioni dell'assoluzione dell'ex assessore alla Protezione Civile: a far scattare l'emergenza doveva essere il dirigente della Protezione Civile, e dunque Gabriella Minervini

Non è compito di un assessore regionale diramare l’allerta in caso di emergenza meteo: i giudici del Tribunale di Genova, nell’assolvere l’ex assessore alla Protezione Civile, Raffaella Paita, dall’accusa di omicidio e disastro colposi in relazione all’alluvione del 2014, hanno sposato la tesi degli avvocati dell’attuale capogruppo del Pd in Regione, sottolineando che l’unica persona cui spettava diramare l’allerta la sera del 9 ottobre 2014 era il dirigente della Protezione Civile. 

Nello specifico, Gabriella Minervini, anche lei imputata con l’accusa di omicidio e disastro colposi, che contrariamente a Paita non ha optato per il rito abbreviato, ma per il processo ordinario, ed è gi stata rinviata a giudizio.

Le motivazioni dell’assoluzione sono state depositate ieri dal giudice per l’udienza preliminare, Ferdinando Baldini, che di fatto ha dato ragione a quanto sostenuto da Paita sin dall’iscrizione nel registro degli indagati: «Non spettava a me dare l’allerta, come politico», ha sempre ribadito l’ex assessore della giunta Burlando, in aula e fuori. Nell’esondazione del Bisagno aveva perso la vita l’infermiere in pensione Antonio Campanella, colto dalla piena all’altezza di Borgo Incrociati, e i danni per la città sono stati incalcolabili.

«La diramazione dell'allerta, e la messa in moto della macchina di protezione civile, non spettavano all'assessore regionale Raffaella Paita, ma erano compito del dirigente della protezione civile Gabriella Minervini - scrive dunque Baldinin - Al massimo, vista l'irreperibilità di quest'ultima, toccava al suo vice, Stefano Vergante, sostituirsi e prendere le decisioni opportune».

«Gli assessori hanno poteri e iniziative di natura politica, ma sono assolutamente privi di poteri provvedimentali, mentre i poteri di amministrazione e organizzativi spettano ai dirigenti». La condotta omissiva, nella mancata diramazione dell’allerta, sarebbe dunque da attribuire esclusivamente a Minervini, visto che l’assessore si limita a«provvedere alle esigenze organizzative del settore di competenza». 

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