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Giovedì, 18 Aprile 2024
Cronaca

I sexy ricatti della badante “diabolica”

Nel mirino della donna genovese pensionati e uomini alla ricerca di una compagnia femminile. É stata confermata la sua condanna a 4 anni e tre mesi dalla Corte d’Appello di Venezia

"Purtroppo quando si è innamorati le difese si abbassano". Lo sa bene Giovanni (il nome è di fantasia) che ha subìto una truffa affettiva da una badante romena, condannata dal Tribunale di Verona a scontare 4 anni e 3 mesi di reclusione. Pena confermata dalla Corte d'Appello di Venezia lo scorso maggio. 

Cleopatra Valentina Vasile, residente a Genova, e conosciuta sugli organi di informazione come la badante "diabolica", adescava le sue vittime su internet mettendo in piedi quelle che vengono definite truffe affettive: faceva innamorare gli anziani e durante i rapporti sessuali registrava video hard con cui li ricattava in seguito: "Se non mi dai i soldi, pubblico tutto su internet".

La donna era accusata di estorsione ai danni di un pensionato genovese, un critico cinematografico, che si era trasferito a Verona e l'aveva contattata su un sito di appuntamenti diventando, però, oggetto di ricatto a sfondo sessuale.

Nella setenza si afferma che "si trattò di estorsione" e non di "esercizio arbitrario delle proprie ragioni", come richiesto dall'appellante. 

I fatti risalgono a fine febbraio del 2016. La donna si era fatta viva telefonando alla sua vittima e, qualche giorno dopo, il pensionato se l’era trovata a casa. Era arrivata a Verona da Genova: 42 anni, con lei l'uomo avrebbe avuto un rapporto sessuale piuttosto "animato". Durante il rapporto, a sua insaputa, la donna gli avrebbe anche scattato una serie di foto in pose compromettenti pretendendo, poi, 300 euro, pena la pubblicazione in rete delle foto.

A quel punto il pensionato si sarebbe affrettato a farla uscire di casa ma lei avrebbe iniziato a graffiargli il viso con le unghie. Qualche giorno più tardi l’ 88enne avrebbe ricevuto una telefonata in cui la "badante" gli diceva di aver pubblicato quelle foto in internet, sul sito “La Gabbia”, opportunamente modificate per renderle ancora più compromettenti. Terrorizzato, lui allora avrebbe deciso di darle 300 euro per togliersi da quella situazione imbarazzante, ma qualche giorno più tardi lei avrebbe alzato il prezzo, raddoppiandolo.

Il pensionato aveva accettato di incontrarla vicino alla stazione ferroviaria di Porta Nuova, dove lui le avrebbe consegnato i 650 euro pattuiti, ma subito dopo lo scambio erano intervenuti i carabinieri che avevano arrestato la donna. Nel processo per direttissima tenutosi il giorno seguente il giudice Guidorizzi, in seguito ai «gravissimi indizi di colpevolezza» riscontrati, aveva disposto per la donna gli arresti domiciliari presso la sua abitazione sulle alture di Genova. 

Almeno un altro uomo è rimasto nella rete della badante. Si tratta di un ingegnere genovese che l'ha denunciata per lesioni. Nel corso di una discussione in cui le veniva contestato di essersi appropriata di una grossa somma di denaro con l’inganno, la donna aveva morso il malcapitato ripetutamente ad una mano procurandogli ferite guaribili in 7 giorni.

"Mi ha morso  ad una mano dopo una discussione procurandomi una prognosi di una settimana- racconta la vittima (che vuole rimanere anonima) a GenovaToday - Poi ha provato a ricattarmi minacciando di rivelare informazioni riservate sul mio conto ma non le ho dato retta".

La donna continuava a chiedere soldi all'ingegnere finché l'uomo non ha detto basta: "A me è andata ancora bene, ci ho rimesso tremila euro di somme da me elargite a più riprese per spese inventate e una mano massacrata a morsi...".

Ma oltre ai danni fisici restano quelli emotivi e psicologici: "Sono quelli peggiori, per cercare di superarli mi sono iscritto ad una community di vittime di questi individui - spiega l'ing - li chiamano stupri affettivi e coinvolgono molte persone".

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