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Scuole dell'infanzia, il Comune vota documento per classi poco numerose

Il consiglio comunale di Genova ha approvato all'unanimità impegnando sindaco e giunta a farsi parte attiva per evitare accorpamenti di classi nelle scuole dell'infanzia, in modo da consentire numeri adeguati

Il consiglio comunale di Genova ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno fuori sacco proposto dal Gruppo consiliare del Partito Democratico per impegnare il sindaco e la giunta a farsi parte attiva con Regione Liguria e l’Ufficio scolastico regionale per evitare accorpamenti di classi nelle scuole dell'infanzia sul territorio del Comune di Genova, in modo da consentire numeri adeguati soprattutto, ma non solo, in tempo di Covid.

«Manca poco all’inizio del prossimo anno scolastico - ha spiegato il gruppo consiliare del PD - , che crediamo sarà particolarmente complesso a causa delle nuove norme per prevenire il contagio da Covid-19. In questo scenario, ad oggi purtroppo risultano soppresse, in diversi Istituti, alcune sezioni di scuola dell'infanzia rispetto al corrente anno scolastico; inoltre nel territorio genovese sono state segnalate, nelle scuole materne, classi per il prossimo anno con un numero di alunni vicini al massimo di quelli consentiti, cioè ventinove».

«Vorremmo sottolineare - ha aggiunto il PD - che, secondo i dati del Miur, le scuole d’infanzia liguri hanno la media più alta di alunni per classe (oltre ventitré) rispetto alle altre regioni (la media nazionale è ventuno, ma ci sono regioni con diciotto alunni per sezione). Inoltre, nelle classi con alunni con disabilità grave il massimo degli alunni consentito è 20 e la Commissione per l’accertamento dell’invalidità ha posticipato le visite con la conseguenza che gli organici possano essere sottostimati tanto per il sostegno quanto per le classi. Di fronte a questo primato ligure, che esprime una realtà in sofferenza e più faticosa per i bimbi e anche per il personale docente, crediamo sia doverosa da parte delle autorità competenti una adeguata programmazione per rispettare le esigenze sia degli insegnanti che degli alunni».

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