Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Scuole, la città alla prova del traffico. Gli insegnanti: «Staremo vicini agli allievi»

Lunedì 17 settembre migliaia di studenti si riverseranno nelle strade genovesi per l'inizio della scuola. Di questi, oltre mille sono sfollati o bloccati dalla zona rossa: l'intervista con la preside di una scuola di Certosa

Il momento tanto atteso e temuto, almeno dal punto di vista del traffico, è arrivato: lunedì mattina sulle strade genovesi si riverseranno circa 90mila alunni pronti per l’inizio delle scuole, bambini e ragazzi che frequentano asili, scuole elementari, medie e superiori e che dovranno gestire gli spostamenti in un ponente cittadino già messo a dura prova nelle ultime settimane. 

Ta i tantissimi studenti  che torneranno sui banchi di scuola, 102 sono quelli che fanno parte del gruppo di famiglie sfollate a causa del crollo del ponte Morandi, 1.378 quelli che devono spostarsi da e verso la Valpolcevera per raggiungere gli istituti e che devono fare i conti con il blocco viabilità causato dall’assenza del viadotto e dall’istituzione della zona rossa. Comune, Regione e Miur hanno già predisposto il piano con cui sperano di gestire le diverse criticità conseguenti al crollo, in primis garantire la frequentazione  delle lezioni agli studenti sfollati e a quelli della Valpolcevera, in secondo luogo evitare che il traffico si paralizzi, anche alla luce del maggior numero di veicoli sulle strade cittadine.

Potenziati i servizi della metro e dei bus, istituiti servizi navetta diretti per gli studenti sfollati e collegamenti con le principali stazioni della metro e ferroviarie per quelli isolati, pronti i presidi della Municipale per tentare di affrontare un banco di prova che si preannuncia durissimo. E responsabilità e aspettative altissime ricadono anche sulle spalle degli insegnanti e dei presidi, che oltre a gestire gli ingressi degli alunni - scaglionati e con orari flessibili, proprio per venire incontro alle esigenze delle famiglie - dovranno anche tentare di rendere un ritorno sui banchi  così complicato il meno traumatico possibile soprattutto per i più piccoli.

La dirigente della scuola di Certosa: «In classe anche esperti per aiutare i più traumatizzati»

«Noi abbiamo due scuole, la primaria Divina Provvidenza e scuola dell’Infanzia San Bartolomeo Apostolo, con un totale di una ventina di bimbi in difficoltà tra sfollati e bimbi che hanno difficoltà nel raggiungere la sede scolastica - conferma a Genova Today Emilia Merlo, dirigente dell’Istituto comprensivo Divina Provvidenza - In questi giorni stiamo lavorando per garantire a genitori e bambini tutto ciò che è in nostro potere per rendere il passaggio il più semplice possibile, ma sarà sicuramente una situazione problematica».

Certosa si prepara all'inizio delle scuole. La preside: «Staremo vicini ai nostri bambini» | Video

Al disagio legato ai trasporti si aggiungono poi le difficoltà legate allo stato psicologico dei più piccoli, alcuni ancora traumatizzati dal crollo e impauriti per il cambio radicale di vita che hanno dovuto affrontare, soprattutto quando si tratta di famiglie sfollate: «Abbiamo alcuni casi di questo genere, e ne abbiamo parlato tutti insieme per cercare di affrontare la situazione al meglio - conferma la dirigente della scuola mentre alle sue spalle genitori e nonni arrivano a prendere i bimbi più piccoli, che hanno già iniziato a frequentare - Abbiamo alla fine deciso di non “preparare” granché: la cosa migliore è ascoltare i bambini, senza condizionarli. Abbiamo già contattato persone competenti che ci possono aiutare e darci un supporto professionale, psicologi e assistenti sociali. Cito spesso il film di Roberto Benigni, “La vita è bella”: credo che il nostro compito sia quello che il papà del film ha così egregiamente portato a termine, e cioè salvare dall’angoscia i nostri bambini».

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